
di Redazione.
Giovedì 21 maggio, alle ore 11 presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Francesco Maria Chelli avvia le celebrazioni ufficiali del Centenario dell’Istituto nazionale di statistica, con la presentazione del Rapporto Annuale Istat 2026.
La trentaquattresima edizione del Rapporto esamina i cambiamenti economici, demografici e sociali che hanno interessato il Paese nell’anno appena trascorso, offrendo un quadro informativo ampio e approfondito sulle principali sfide del nostro tempo e su quelle che l’Italia sarà chiamata ad affrontare nei prossimi anni.
Ecco una sintesi schematica del Rapporto Annuale ISTAT 2026.
📌 1. Quadro generale
Il Rapporto 2026 fotografa un’Italia che affronta crescita economica debole, transizioni demografiche profonde, ritardi strutturali in produttività e capitale umano, ma anche punti di forza legati a coesione sociale, reti di supporto e capacità di esportazione.
📌 2. Economia e ambiente
Scenario macroeconomico
* Crescita mondiale 2025: +3,4%; Italia: +0,5%.
* Traino da consumi e investimenti; contributo negativo della domanda estera.
* 2026: rischi al ribasso per tensioni geopolitiche e rialzo dei prezzi energetici.
Settori produttivi
* Industria: lieve crescita (+0,3%), manifattura in calo.
* Costruzioni: ancora positive grazie al PNRR.
* Servizi: crescita debole.
* Export: +3,3% in valore, sopra Francia e Germania.
Lavoro
* Occupazione +0,8% nel 2025; disoccupazione al 5,2% (marzo 2026).
* Crescono i contratti stabili; calano i lavoratori “vulnerabili”.
* Persistono forti divari territoriali e di genere.
Prezzi e salari
* Inflazione 2025: 1,6% (sotto media UE).
* Salari contrattuali +3,1%, ma potere d’acquisto ancora inferiore al 2019.
Finanza pubblica
* Deficit al 3,1% del PIL; debito al 137,1%.
* Pressione fiscale in aumento (43,1%).
* Spesa sociale molto elevata (460 mld).
Produttività e investimenti
* Produttività stagnante; PTF negativa nel 2024-2025.
* Investimenti intensivi (innovazione, ICT) ancora insufficienti.
Ambiente
* Emissioni e consumi energetici in calo nonostante la crescita.
* Rinnovabili al 49,6% della produzione elettrica.
* Aumento eventi climatici estremi e ondate di calore.
📌 3. Popolazione e società
Demografia
* Popolazione stabile a 58,9 milioni, ma saldo naturale molto negativo.
* Fecondità ai minimi storici: 1,14 figli per donna.
* Forte invecchiamento: over 65 al 25,1%.
* Migrazioni interne ed esterne penalizzano il Mezzogiorno.
Famiglie
* 26,7 milioni di famiglie, sempre più piccole (media 2,2 componenti).
* Crescono persone sole (37,1%).
* Aumentano i figli unici → reti familiari più strette e carichi di cura più concentrati.
Lavoro
* Giovani ancora in difficoltà: tasso occupazione 15-34 anni 43,9%.
* NEET al 13,3% (in forte calo rispetto al passato).
* Segregazione di genere persistente nelle professioni.
Povertà e disuguaglianze
* A rischio povertà: 18,6% della popolazione.
* Povertà assoluta: 9,8% (5,7 milioni di persone).
* Titolo di studio = principale fattore protettivo.
Salute
* Cresce la multimorbilità (22,8%).
* Forti divari territoriali e per istruzione nella speranza di vita.
* Aree interne penalizzate nell’accesso ai servizi sanitari.
📌 4. Capitale umano e sociale
Istruzione
* Spesa pubblica: 4% del PIL (sotto media UE).
* Laureati 25-34 anni: 31,6% (UE: 44,1%).
* Dispersione scolastica: 8,2% (obiettivo UE raggiunto).
* Fragilità negli apprendimenti molto diffusa (36% competenze inadeguate).
Università
* Iscritti oltre 2 milioni; boom delle telematiche.
* Forte mobilità dal Sud verso il Centro-Nord.
* Difficoltà a trattenere i profili più qualificati (10,4% dei PhD all’estero).
Capitale sociale
* Fiducia interpersonale stabile e sopra media UE.
* Calo della partecipazione politica e associativa.
* Volontariato in lieve ripresa ma sotto i livelli di dieci anni fa.
* Aumenta l’aiuto informale e il lavoro di cura (4,1 milioni di occupati).
Digitale
* Competenze digitali di base: 54,3% (UE: 60,4%).
* Uso IA: 19,9% (UE: 32,7%).
* Uso problematico dei social soprattutto tra adolescenti.
📌 5. Conoscenza e sistema economico
Struttura economica
* PIL reale 2025 appena +1,9% rispetto al 2007 (ritardo enorme rispetto a UE).
* Buona performance dell’export manifatturiero.
* Ritardo nell’export di servizi ad alta conoscenza.
Innovazione
* Adozione IA in crescita ma ancora limitata (16% imprese).
* Spesa in R&S tra le più basse dell’UE (<1,5% PIL).
* Leadership italiana in marchi, design e creatività.
Capitale umano nei settori
* Laureati in forte aumento (+70% dal 2007).
* Età media degli occupati: 45,6 anni.
* PA particolarmente anziana (49 anni medi).
📌 6. Messaggio di fondo del Rapporto
L’Italia è un Paese che invecchia, cresce poco e investe ancora troppo poco in conoscenza, ma che mantiene forti reti sociali, una buona capacità di esportazione, e mostra segnali di miglioramento in occupazione, sostenibilità ambientale e inclusione scolastica. La sfida centrale è rafforzare capitale umano, produttività e coesione, per sostenere sviluppo e benessere in un contesto demografico e geopolitico complesso.




