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Avvio riforma Istituti Tecnici. Nonostante gli obblighi imposti dal PNRR regna l’incertezza

Dal canto suo il CSPI evidenzia tutte le criticità e le zone d'ombra che investono sia le questioni legate alle discipline di insegnamento, che alla quota di curricolo a disposizione delle scuole

di Redazione. 

Mai come in queste settimane il mondo della Scuola e non solo, è agitato da discussioni, polemiche e preoccupazioni derivanti dalla cosiddetta “Riforma degli Istituti Tecnici” che, con la sua natura ordinamentale, produrrà già i suoi effetti immediati a partire dal nuovo anno scolastico 2026/27 per le prime classi. Ed erano state quasi unanimi le richieste di uno slittamento almeno di un anno, anche per consentire quel confronto ampio che probabilmente non c’è stato o quantomeno non è stato sufficiente e utile per evitare un provvedimento che, a quanto pare, lascia tutti scontenti. Una cosa però è certa: il motivo di questa accelerazione di tempi e modalità è da ricondurre all’attuazione degli obiettivi fissati dal PNRR di allineare il sistema scolastico alla domanda di competenze del tessuto produttivo del Paese.

Tuttavia le difficoltà e le criticità reali si ripercuotono anche sul fronte degli organici di diritto per il prossimo anno scolastico sui quali peserà non solo il fisiologico calo demografico, ma anche e forse in maniera consistente, il nuovo schema di classi di concorso disegnato dalla riforma medesima. Il sintomo di questa situazione potrebbe essere dato dal ritardo nell’emanazione della nota ministeriale annuale che detta indicazioni precise agli uffici scolastici territoriali per procedere alla formazione degli organici che, da quanto è dato sapere, dovrebbero essere pubblicati ai primi di maggio. Alla preoccupazione generale per il rischio di forte riduzione di posti rispetto al quadro cattedre attuale, dal Ministero sono giunte rassicurazioni abbastanza ampie che prevedono la possibilità di formare cattedre di 15 ore, consentendo di impegnare i docenti interessati in ore “a disposizione”, previa contemporanea riduzione del monte ore destinato al potenziamento.

Ma se questa può essere una soluzione tampone di fronte ad un’emergenza, non crediamo ci si possa accontentare dell’introduzione di una specie di “cassa integrazione” a favore dei docenti soprannumerari, anche perchè il problema prioritario resta quello di garantire la qualità dell’offerta didattica e dell’insegnamento, evitando di rischiare un salto nel buio del tipo formazione di un’unica materia nell’ambito delle scienze sperimentali, che includerebbe non solo docenti di chimica, biologia e fisica, ma anche laboratorio di fisica e di chimica, quindi 5 docenti per un solo voto.

Mentre le scuole si sono barcamenate non poco alla ricerca delle possibili quadre, e contemporaneamente si è in attesa della nota ministeriale sugli organici per l’a.s. 2026/27 appena presentata in bozza ai sindacati, riteniamo opportuno richiamare il parere che lo scorso 10 aprile il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso sullo Schema di decreto del Ministro dell’istruzione e del merito recante l’“Individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica in relazione ai nuovi quadri orari definiti, per il primo biennio, secondo biennio e quinto anno, per gli indirizzi e articolazioni di cui agli Allegati B e da C1 a C11 e in relazione al quadro orario del percorso di specializzazione di Enotecnico di cui all’Allegato D1 del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 19 febbraio 2026, n. 29, attuativo articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144”.

Nel proprio parere del 10 aprile scorso il CSPI evidenzia punto per punto tutte le criticità e conclude ritenendo necessario:
definire la fase transitoria per l’anno scolastico 2026/2027 per le classi prime dei percorsi quinquennali, indicando chiaramente in ciascun allegato allo schema di decreto in esame e nel decreto stesso la validità solo per l’anno scolastico 2026/2027;
prevedere anche nell’annuale nota sulle dotazioni organiche del personale docente e educativo la possibilità di costituire cattedre con un numero di ore di insegnamento inferiore a quelle ordinamentali in caso di situazioni di soprannumerarietà e/o di esubero e per evitare la perdita di titolarità, considerato che, nel settore tecnologico-ambientale le indicazioni fornite non sono comunque sufficienti a evitare le probabili situazioni di soprannumero e/o di esubero;
adottare tutte le misure indispensabili per la corretta elaborazione degli organici di diritto in relazione ai movimenti per la mobilità dei docenti;
recepire nello schema di decreto e nelle tabelle di cui agli Allegati 1-11 le indicazioni fornite dalla nota 1397 del 19 marzo 2026 del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione;
indicare chiaramente, come già disposto dalla nota 1397 del 19 marzo 2026, in ciascuno degli allegati 1-11, nella quota oraria a disposizione delle scuole per il primo biennio, le classi di concorso in cui tale monte orario deve essere utilizzato, prestando particolare attenzione alle classi di concorso A-50, A-34, A-20 e A-37 per il settore tecnologico-ambientale e A-21 e A-22 per il settore economico e con la precisazione che le assegnazioni così definite hanno valore esclusivamente per l’anno scolastico 2026/2027 e dovranno essere oggetto di rideterminazione alla luce delle Linee guida e dei nuovi obiettivi di apprendimento, non ancora adottati. In assenza di tali Linee guida, le istituzioni scolastiche rimangono prive di indicazioni chiare circa la determinazione delle discipline rispetto alla «Quota del curricolo a disposizione della scuola», con il rischio di una forte disomogeneità nelle scelte operate, aggravata dai tempi ristretti di attuazione;
al fine di salvaguardare l’attuale consistenza degli organici ed evitare situazioni di soprannumero e/o di esubero, incrementare il numero delle classi di concorso atipiche, associando a determinate discipline – in particolare alle Scienze sperimentali e agli altri insegnamenti di nuova introduzione o ridefinizione – un ventaglio più ampio di classi di concorso afferenti rispetto a quello attualmente previsto, così da consentire una distribuzione del monte orario coerente con i profili disciplinari di riferimento. Tale approccio andrebbe applicato, con le opportune modulazioni, a tutti gli indirizzi del settore tecnologico-ambientale, nei quali l’impatto della riforma sulle diverse classi di concorso risulta particolarmente differenziato e critico;
chiarire rispetto alle ore di compresenza che il monte ore annuale può essere ripartito tra le diverse classi di concorso indicate nei quadri orari, mantenendo una coerenza rispetto all’insegnamento teorico a cui fanno riferimento e comunque in coerenza con quanto sarà indicato nelle Linee guida;
intervenire, attraverso un confronto ampio e già aperto, sull’Allegato 2-ter del decreto-legge n. 45/2025 e sul DM 19 febbraio 2026, n. 29, con particolare riferimento ai quadri orario, per ridefinire gli insegnamenti già previsti per il secondo biennio e l’ultimo anno e un allineamento del primo biennio al fine di una progressiva entrata in vigore dei nuovi ordinamenti e della contemporanea esigenza di evitare situazioni di soprannumero e/o di esubero;
nelle more dell’adozione delle disposizioni previste dall’art. 9, commi 4 e 5, del decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, si richiama la specificità delle istituzioni scolastiche con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia. Per garantire un regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027 nelle classi prime degli istituti tecnici con lingua d’insegnamento slovena nel Friuli-Venezia Giulia a seguito della revisione dell’assetto ordinamentale, si rende necessario aggiungere un allegato specifico per le scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia in cui gli insegnamenti assegnati alla classe di concorso A-12 devono essere riportati alla classe di concorso AS71 (Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di I e II grado con lingua di insegnamento slovena o bilingui del Friuli-Venezia Giulia). Sono poi aggiunte 132 ore annue su classe di concorso AS70 (Italiano negli istituti di istruzione secondaria di I e II grado con lingua di insegnamento slovena o bilingui del Friuli-Venezia Giulia) nelle classi dalla prima alla quarta e 99 ore annue nella classe quinta per ciascun indirizzo e/o articolazione;
chiarire se, in via transitoria, sia possibile per le scuole che attivano il primo anno del percorso della filiera formativa tecnologico-professionale mantenere i progetti già approvati.


ALLEGATI
LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO

PARERE CSPI REVISIONE DELL’ASSETTO ORIDINAMENTALE DEGLI ISTITUTI TECNICI
PARERE CSPI SCHEMA DECRETO CLASSI DI CONCORSO

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