Note & Interventi

Appello ai partiti: no a una deriva feudale della scuola italiana. Prioritaria l’elezione diretta dei presidi

Mentre anche il Papa si dimette e il successivo sarà eletto, nella scuola il capo di istituto nominato rimane tale per tutta la vita (lavorativa).

“Una situazione anacronistica che allontana la nostra scuola dal contesto europeo e che rende indifferibile un intervento riformatore volto a superare l’attuale modello dirigistico e monocratico in funzione del quale in questi ultimi anni si è anche organizzata l’offerta formativa sul territorio, compiendo, spesso, scelte deleterie per le comunità locali con pesanti ripercussioni sul diritto costituzionale all’istruzione per tutti” è quanto ha sostenuto il prof. Francesco Greco, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti (AND), in un incontro seminariale svolto nei giorni scorsi a Roma presso l’Università “La Sapienza”; in quella occasione, l’AND ha invitato i responsabili nazionali scuola dei partiti, dei sindacati e del mondo delle autonomie locali a discutere sul tema: “Per un governo democratico della scuola”.

Oggi, l’Associazione Nazionale Docenti rivolge un appello ai partiti ad assumere nei loro programmi la riforma dei sistemi di governo delle scuole, prevedendo un preside eletto e a tempo e una prospettiva di sviluppo per la professione docente, ricordando, anche a coloro che non ritengono la scuola una priorità per il Paese, che ben oltre 10 milioni di persone che ogni giorno sono a contatto con la scuola, hanno sempre più chiara la percezione della deriva feudale verso la quale sta approdando la scuola italiana. Pertanto, non potrà sfuggire l’attenzione che la politica vorrà dedicare all’appello che giunge dal mondo della scuola.

 

Pulsante per tornare all'inizio