Analisi & Commenti

A.N.D., il cammino percorso, le prospettive future

04/10/2003

di Alberto Giovanni Biuso
Direttore del Centro Studi dell’AND

(Editoriale del numero novembre/dicembre 2002 del Mensile AND)

In questo passaggio d’anno la scuola italiana sembra –per usare un bel titolo di Giulio Ferroni- «sospesa». Sospesa fra la prospettiva di una Grande Riforma, la cui attesa somiglia sempre più a quella di Godot, e la carenza di finanziamenti; sospesa fra la dimensione educativa e quella aziendalistica; sospesa fra la miriade di parole, testi, articoli, proposte che si riversano su di essa e il concreto, duro, difficile lavoro di quegli insegnanti che tentano di salvaguardare la sua funzione culturale e formativa, senza arrendersi alla vittoria del ludico, del socializzante, della faciloneria. L’AND ritiene che anche in questi momenti di incertezza o –peggio- di scoraggiamento, ciò che conta sia continuare a lavorare per la scuola, a riflettere sui significati e sulla necessità della formazione per le nuove generazioni, a rappresentare la professionalità dei docenti italiani.
Quanto realizzato nell’anno solare 2002 e ciò che ci apprestiamo a varare per il 2003 crediamo rappresenti la prova concreta di questo impegno. Nell’anno appena trascorso abbiamo organizzato degli importanti convegni e seminari –sia in presenza che in Rete- a Milano, a Cosenza, a Lecce, a Firenze, a Roma; abbiamo aperto il Centro Studi dell’Associazione, che si fa carico, fra l’altro, di coordinare e diffondere le riflessioni che alcuni fra i più preparati docenti universitari e medi traggono dalla propria esperienza didattica e dai propri studi; abbiamo arricchito il sito, che va diventando una sorta di quotidiano scolastico che non solo e non tanto informa quanto soprattutto commenta, analizza, stimola alla comprensione dei fatti scolastici nel più ampio contesto della realtà sociale; abbiamo moltiplicato la nostra presenza sulla stampa quotidiana e su quella specializzata; abbiamo scritto una Lettera aperta alle associazioni professionali degli insegnanti che rappresenta una sorta di manifesto dell’AND e che ha suscitato risposte molto positive; siamo puntualmente intervenuti sulle questioni più urgenti della politica scolastica del Paese: dalla Finanziaria alla democrazia nelle scuole, dalle motivazioni degli scioperi alla Legge delega per la riforma, dalla questione della laicità dell’insegnamento a quella dei libri di testo.
Si tratta di un bilancio ampiamente positivo ma che non ci basta: insieme ai nostri associati e ai docenti italiani vorremmo fare sempre più dell’AND un luogo nel quale chi insegna possa trovare apprezzamento per la professione che esercita e sostegno per svilupparla sempre meglio. E quindi a breve: partirà un Master universitario di I° livello organizzato in collaborazione con l’Università di Firenze e dedicato a formare esperti di processi di valutazione e di autoanalisi d’Istituto; uscirà l’Annuario riservato ai nostri associati, nel quale alle funzioni di agenda si unisce una guida alla normativa scolastica e una storia della scuola italiana; metteremo in Rete il nuovo sito con un progetto grafico ancora più elegante e funzionale e con nuovi e crediamo utili contenuti.
Master, convegni, corsi di formazione, sito web, articoli, annuario, consulenza e tutte le altre iniziative già realizzate o in cantiere sono per noi degli strumenti rivolti al comune e fondamentale obiettivo di costruire una grande Associazione professionale dei docenti italiani. Siamo convinti, infatti, che la scuola è ciò che sono gli insegnanti: se il docente è preparato, la classe impara; se il docente ha passione verso ciò che insegna, la classe lo segue; se il docente è onesto con se stesso e con gli altri, i ragazzi accettano anche i metodi e la disciplina più esigenti. Il docente che vorremmo contribuire a costruire lavora in questo modo; è chiaro, tuttavia, che senza una precisa volontà da parte dell’Amministrazione scolastica di favorire un insegnante di tal genere, ogni sforzo rischierebbe di essere vanificato. E quindi, come ha scritto Luciana Simonetta nel presentare l’Annuario dell’Associazione, crediamo che «l’amministrazione debba farsi carico di tutti gli oneri connessi all’esercizio della professione e al suo aggiornamento; che all’istruzione e alla ricerca scientifica debba essere assegnata una quota adeguata del PIL, in quanto risorse strategiche per lo sviluppo del Paese; che gli stipendi dei docenti italiani siano l’aspetto più evidente della frattura con le altre categorie professionali e con la condizione dei docenti degli altri Paesi europei e che, pertanto, una seria politica di qualificazione del settore non possa prescindere da un loro sostanziale miglioramento; che l’introduzione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e l’attribuzione della dirigenza agli ex presidi renda necessario ridefinire un assetto più equilibrato delle competenze all’interno dell’istituzione scolastica».
Su questi temi nel 2003 noi faremo la nostra parte, il Ministero e le forze politiche dovranno fare la loro.

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