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Pensioni 2027: nuovi coefficienti di trasformazione, cosa cambia per il personale della scuola

Dal 1° gennaio 2027 cambiano i coefficienti con cui l’INPS trasforma i contributi versati in pensione. A 67 anni il coefficiente scende dal 5,608% al 5,514%. Per il personale della scuola che lascerà il servizio il 1° settembre 2027 i nuovi valori si applicano alla quota contributiva della pensione. Il decreto non apre nuovi termini: la domanda di cessazione per docenti, educatori e ATA si è chiusa il 21 ottobre 2026. Resta da presentare, separatamente, la domanda di pensione all’INPS.

Che cosa prevede il decreto

Con il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026, adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stati rideterminati i coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Il provvedimento è stato pubblicato nella sezione «Pubblicità legale» del sito del Ministero del Lavoro e si applica alle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. I nuovi coefficienti sostituiscono quelli del decreto direttoriale del 20 novembre 2024, in vigore nel biennio 2025-2026.

Il montante contributivo è la somma dei contributi versati durante tutta la carriera, rivalutati anno per anno. Il coefficiente di trasformazione è la percentuale che l’INPS applica al montante per ottenere la pensione annua lorda:

pensione annua lorda = montante contributivo × coefficiente di trasformazione

Il coefficiente aumenta con l’età di uscita: chi va in pensione più tardi riceve un assegno più alto, perché lo percepirà per un periodo mediamente più breve. La legge 335/1995 prevede che i coefficienti si aggiornino ogni due anni in base alla speranza di vita rilevata dall’ISTAT. Quando la speranza di vita aumenta, i coefficienti scendono.

I nuovi valori per il biennio 2027-2028

I coefficienti diminuiscono per tutte le età comprese tra 57 e 71 anni, con riduzioni che vanno dall’1,21% (a 57 anni) all’1,97% (a 71 anni) rispetto al biennio precedente. All’età della pensione di vecchiaia il coefficiente passa dal 5,608% al 5,514%.

Età all’uscita Coefficiente dal 1° gennaio 2027
60 anni 4,475%
61 anni 4,596%
62 anni 4,725%
63 anni 4,863%
64 anni 5,009%
65 anni 5,166%
66 anni 5,334%
67 anni 5,514% (era 5,608%)
68 anni 5,707%
69 anni 5,914%
70 anni 6,139%
71 anni 6,382%

Fonte: decreto direttoriale MLPS-MEF del 16 ottobre 2026. La tabella completa parte da 57 anni (4,153%).

Un esempio concreto

Prendiamo un montante contributivo di 300.000 euro e un’uscita a 67 anni. Con il coefficiente del 2025-2026 la quota contributiva sarebbe di circa 16.824 euro lordi l’anno. Con quello del 2027 scende a circa 16.542 euro: circa 282 euro lordi in meno all’anno, pari a circa 22 euro lordi per ciascuna delle 13 mensilità. L’esempio è indicativo e serve solo a dare l’ordine di grandezza. L’importo reale dipende dalla posizione individuale.

Chi è interessato

  • Chi ha iniziato a versare dal 1996 in poi (sistema contributivo puro): l’intera pensione è calcolata con i coefficienti.
  • Chi ha un sistema misto: i coefficienti incidono sulla quota maturata dal 1996, oppure dal 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contributi.
  • Chi è già in pensione non subisce variazioni: i nuovi valori valgono solo per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

Per il personale della scuola la decorrenza è unica, il 1° settembre. Chi cesserà dal servizio il 1° settembre 2027 avrà quindi la quota contributiva calcolata con i nuovi coefficienti. Nel 2027 cambia anche il requisito anagrafico: la pensione di vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese di età, come stabilito dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026.

Nessuna nuova scadenza: le date da ricordare

Il decreto sui coefficienti non introduce nuovi termini per le domande. Le scadenze restano quelle del D.M. n. 193 del 23 settembre 2026 e della nota MIM n. 24818 del 24 settembre 2026, condivisa con l’INPS:

Data Adempimento
21 ottobre 2026 (scaduto) Termine per la domanda di cessazione su POLIS di docenti, personale educativo e ATA, e per le domande di trattenimento in servizio
11 gennaio 2027 Le scuole e gli Ambiti territoriali completano la sistemazione delle posizioni assicurative del personale in uscita
1° marzo 2027 Termine per la domanda di cessazione dei dirigenti scolastici
21 aprile 2027 L’INPS accerta il diritto a pensione e ne comunica l’esito
31 agosto 2027 Domanda di cessazione per chi ha ottenuto dall’INPS il riconoscimento dell’APE sociale o della pensione anticipata per lavoratori precoci
1° settembre 2027 Decorrenza delle cessazioni e della pensione

Non dimenticare la domanda di pensione all’INPS

La domanda di cessazione presentata su POLIS chiude il rapporto di lavoro con la scuola, ma non è la domanda di pensione. Quest’ultima va inviata separatamente all’INPS, in uno di questi modi:

  • online sul sito INPS, con SPID, CIE o CNS;
  • tramite il Contact Center INPS;
  • tramite un patronato.

Senza questo secondo passaggio, il 1° settembre 2027 si lascia la scuola ma la pensione non viene pagata finché la domanda non arriva all’INPS. Per la domanda di pensione non è fissata una scadenza tassativa. Conviene comunque presentarla presto, nei primi mesi del 2027, così l’INPS ha il tempo di definire la pratica ed evitare ritardi nel pagamento del primo assegno.

Cosa fare adesso

  1. Controllare l’estratto conto contributivo nell’area riservata del sito INPS e segnalare subito alla scuola eventuali periodi mancanti. La sistemazione deve chiudersi entro l’11 gennaio 2027.
  2. Verificare le domande di ricongiunzione, riscatto e computo presentate negli anni, in particolare quelle precedenti al 31 agosto 2000, e accertarsi che risultino nella posizione assicurativa.
  3. Presentare la domanda di pensione all’INPS senza attendere l’estate.
  4. Seguire l’esito dell’accertamento del diritto a pensione, atteso entro il 21 aprile 2027.

Il punto di vista dell’Associazione

Questo aggiornamento tecnico riapre una questione importante per chi lavora nella scuola. Il legame automatico tra coefficienti e speranza di vita riduce, a parità di contributi, il valore della pensione di ogni nuova generazione di pensionati. Per il personale scolastico l’effetto si somma a retribuzioni che negli ultimi anni hanno faticato a tenere il passo con l’aumento del costo della vita. Ne risentono soprattutto i colleghi più giovani e quelli con carriere discontinue, il cui assegno dipenderà in tutto o in larga parte dal sistema contributivo.

Per questo è sempre più importante conoscere per tempo la propria posizione contributiva e valutare la previdenza complementare. Per il personale della scuola il fondo negoziale di riferimento è Espero, al quale l’amministrazione versa un contributo aggiuntivo a favore di chi aderisce. Un’adesione anticipata permette di accumulare più a lungo e può aiutare a ridurre la distanza tra ultimo stipendio e primo assegno.

L’Associazione Nazionale Docenti continuerà a seguire l’evoluzione della normativa previdenziale e a portare all’attenzione delle istituzioni l’impatto di queste misure sulla professione docente.

Hai dubbi sulla tua posizione? L’AND è a disposizione degli iscritti per chiarimenti su cessazione dal servizio, domanda di pensione e verifica della posizione contributiva. Scrivici a and@docenti.one.

Riferimenti normativi

  • Decreto direttoriale MLPS, di concerto con il MEF, 16 ottobre 2026: revisione biennale dei coefficienti di trasformazione (Tabella A, L. 335/1995 e Tabella A dell’Allegato 2, L. 247/2007)
  • Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, commi 6 e 11
  • D.M. MIM n. 193 del 23 settembre 2026: cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2027
  • Nota MIM n. 24818 del 24 settembre 2026: indicazioni operative, condivise con l’INPS
  • Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026: requisiti pensionistici dal 2027
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