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Tra aule e collegi, gli obblighi dei docenti tra formazione e riunioni scolastiche

La professione docente non si limita all’attività didattica d’aula, la quotidianità di chi insegna si compone anche di un articolato complesso di doveri funzionali, che vanno dall’aggiornamento permanente all’assolvimento degli adempimenti connessi alla governance scolastica.

Comprendere come si articolano questi doveri è essenziale per orientarsi tra i diritti del lavoratore e le esigenze organizzative dell’istituzione scolastica.

La formazione in servizio rappresenta un’attività obbligatoria, permanente e strutturale, definita come un pilastro fondamentale del profilo professionale di ogni docente, indispensabile per garantire un’offerta educativa qualificata e al passo con l’evoluzione metodologica e tecnologica.

Prevista dalla normativa di settore a partire dalla Legge 107/2015 e confermata dal CCNL Istruzione e Ricerca, l’attività di aggiornamento ha infatti lo scopo di garantire la costante crescita culturale, pedagogica e didattica dei docenti, rispondendo alle sfide dell’innovazione e del miglioramento dell’offerta educativa.

All’interno di ogni istituto, il Collegio dei Docenti individua le priorità e definisce il piano di formazione inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Attraverso il PTOF, la scuola individua le linee strategiche di aggiornamento per la propria comunità e propone percorsi coerenti con gli obiettivi dell’istituto.

La libertà di insegnamento, garantita dall’art. 33 della Costituzione e richiamata dall’art. 26 del CCNL, tutela la facoltà dell’insegnante di individuare i percorsi culturali e metodologici più idonei al proprio accrescimento professionale.

Pertanto l’obbligo formativo si considera pienamente adempiuto tanto partecipando ai corsi organizzati dal proprio istituto quanto partecipando a iniziative promosse da enti accreditati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, da università o scuole polo (ai sensi del D.M. 170/2016).

Gli attestati rilasciati tramite la piattaforma S.O.F.I.A. dimostrano l’assolvimento dell’obbligo, a condizione che i contenuti siano coerenti con gli indirizzi del PTOF.

Se la formazione risponde all’esigenza di aggiornamento professionale, la partecipazione alla vita collegiale garantisce il funzionamento organizzativo e didattico dell’istituto.

Su questo fronte, l’art. 44 del CCNL fissa regole precise per evitare carichi di lavoro indefiniti, stabilendo due tetti orari distinti e non sovrapponibili. Gli impegni collegiali non rappresentano quindi un’obbligazione indeterminata, ma sono appunto strutturati in due contingenti separati, ciascuno fino a un massimo di 40 ore annue.

Un primo blocco, fino a 40 ore annue, comprende la partecipazione al Collegio dei Docenti e alle sue articolazioni, le riunioni dipartimentali, la programmazione e verifica di inizio e fine anno, nonché gli incontri con le famiglie per l’informazione sugli esiti degli scrutini.

Il secondo blocco, sempre fino a 40 ore annue, è riservato alle riunioni dei Consigli di classe, di interclasse e di intersezione, inclusi i Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO). Per i docenti con più di sei classi, la programmazione deve prevedere una calibrazione per non superare il limite.

I due blocchi costituiscono limiti massimi indipendenti e non un unico serbatoio di 80 ore liberamente gestibile dalla scuola. Una volta che un docente ha raggiunto il monte ore massimo previsto dal piano per uno dei due blocchi, cessa l’obbligo di partecipazione alle successive riunioni di quella categoria.

Per garantire trasparenza, tutte le riunioni devono essere pianificate all’inizio dell’anno scolastico all’interno del Piano Annuale delle Attività, predisposto dal Dirigente e approvato dal Collegio dei Docenti. I docenti non sono tenuti ad adempiere ad attività collegiali non previste nel Piano o non debitamente deliberate.

È fondamentale ricordare che alcuni adempimenti restano esclusi dal conteggio delle 40+40 ore.

Le operazioni relative agli scrutini intermedi e finali e lo svolgimento degli esami di Stato e della relativa valutazione non rientrano nei limiti orari delle riunioni e devono essere sempre svolte obbligatoriamente trattandosi di atti dovuti collegati direttamente all’esercizio della funzione docente.

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