L'Associazione Nazionale Docenti

Giornata Mondiale degli Insegnanti, il valore e il futuro della professione docente

Oggi, 5 ottobre, si celebra in tutto il mondo il World Teachers’ Day (la Giornata Mondiale degli Insegnanti), istituito dall’UNESCO nel 1994, in partnership con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’UNICEF e la confederazione sindacale Education International.

L’edizione 2026 è dedicata al tema: “Standing with teachers: 60 years of protecting the profession, advancing its status and shaping our futures” (“Al fianco degli insegnanti: 60 anni di tutela della professione, valorizzazione del suo status e costruzione del nostro futuro”).

La ricorrenza segna dunque il sessantesimo anniversario della Raccomandazione ILO/UNESCO del 1966 sullo status degli insegnanti, successivamente integrata nel 1997 per il personale dell’insegnamento superiore, un documento storico che ha definito standard internazionali relativi alla formazione iniziale e permanente, ai diritti e alle responsabilità, alla libertà professionale, alle condizioni di lavoro, alle retribuzioni e alla stabilità d’impiego del personale docente.

Per l’Associazione Nazionale Docenti è un’occasione per ringraziare le colleghe e i colleghi che, nelle aule e nei laboratori di ogni istituzione scolastica del nostro territorio, danno quotidianamente concretezza al diritto all’istruzione.

Nel contesto scolastico attuale, la funzione docente non coincide più con la semplice trasmissione di contenuti disciplinari. Insegnare oggi significa guidare classi eterogenee, progettare percorsi personalizzati e rispondere a esigenze educative e sociali sempre più articolate. L’inclusione scolastica non significa abbassare il livello degli obiettivi, ma consentire a ciascuno studente di raggiungerli attraverso strumenti e codici differenti. Accanto alle conoscenze disciplinari, la didattica moderna valorizza le competenze non cognitive – come empatia, autocontrollo, cognizione sociale e collaborazione – che incidono direttamente sulla motivazione, sulla fiducia e sul clima della classe.

L’ingresso dell’intelligenza artificiale e degli ambienti virtuali offre grandi opportunità per la personalizzazione dello studio, ma richiede una forte responsabilità pedagogica da parte del docente. L’algoritmo non può sostituire la capacità di leggere il contesto educativo e la storia individuale degli studenti: spetta all’insegnante verificare la qualità delle fonti, tutelare la privacy dei minori e adattare strumenti e materiali ai bisogni effettivi.

Superando la logica della pura misurazione numerica, la valutazione formativa mette al centro il feedback continuo, trasformando l’errore in una risorsa utile per l’apprendimento. Allo stesso modo, l’attività di orientamento aiuta le studentesse e gli studenti a riconoscere le proprie inclinazioni, contrastando la disinformazione e promuovendo pensiero critico e cittadinanza attiva.

Insegnare significa quindi costruire relazioni, valorizzare le differenze, formare i cittadini di domani e garantire che il diritto all’istruzione rimanga una delle fondamenta di una società libera, inclusiva e democratica. È un lavoro che richiede preparazione, passione e responsabilità.

A fronte di questi compiti cruciali, la professione continua tuttavia a operare in condizioni spesso difficili, tra classi numerose, carichi burocratici crescenti, precarietà e retribuzioni non adeguate al valore sociale del ruolo.

Ma la valorizzazione della docenza non può esaurirsi nella pur necessaria questione retributiva. Occorre restituire agli insegnanti piena centralità anche nel governo professionale della scuola. Una scuola autenticamente autonoma non può essere costruita secondo un modello rigidamente verticale, nel quale le decisioni discendono dall’alto, ma deve riconoscersi come comunità professionale della conoscenza, fondata sulla responsabilità, sulla partecipazione e sulla collaborazione tra coloro che vi operano.

Ciò significa riconoscere e valorizzare le differenti esperienze e competenze maturate dai docenti, costruendo reali percorsi di sviluppo professionale e affidando responsabilità educative, didattiche e organizzative secondo una logica di leadership diffusa. La scuola ha bisogno di una professione docente capace non soltanto di insegnare, ma anche di partecipare consapevolmente alla definizione delle scelte fondamentali dell’istituzione scolastica.

Da questa prospettiva discende anche la necessità di ripensare la governance delle scuole. L’autonomia scolastica può trovare piena realizzazione soltanto superando progressivamente il paradigma della piramide amministrativa e rafforzando forme di responsabilità condivisa. Anche la funzione di direzione dovrebbe essere ricondotta alla comunità professionale, attraverso forme di legittimazione che riconoscano esperienza, autorevolezza professionale e capacità di costruire consenso, entro incarichi temporalmente definiti e con il successivo rientro nella funzione docente. Dirigere una scuola dovrebbe significare, prima di tutto, guidare una comunità di professionisti, non sovraordinarvisi.

Riteniamo pertanto fondamentale che il ruolo del docente torni realmente al centro delle politiche educative del Paese attraverso retribuzioni e riconoscimento sociale maggiormente coerenti con gli standard europei; una formazione continua di qualità; il contrasto alla precarietà e alla discontinuità didattica; la riduzione degli adempimenti burocratici impropri; ma anche attraverso una riforma dello stato professionale della docenza che riconosca competenze, responsabilità e sviluppo professionale e una nuova governance delle istituzioni scolastiche fondata su autonomia responsabile, partecipazione e leadership diffusa.

Una scuola forte nasce da insegnanti valorizzati, ma anche da insegnanti ai quali venga riconosciuta la responsabilità di concorrere al governo della propria comunità professionale. Investire su di loro significa investire sulle nuove generazioni, sulla qualità della democrazia e sulla coesione del Paese.

A tutte le docenti e a tutti i docenti, di ruolo e precari, di ogni ordine e grado, va il nostro grazie sincero. Continuiamo a essere un punto di riferimento per i nostri studenti e per le comunità in cui lavoriamo.

Buona Giornata Mondiale degli Insegnanti.

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