
Tra salari fermi al palo e un carovita che non concede tregua, la condizione economica del personale scolastico e di tutti i lavoratori italiani ha raggiunto un punto di non ritorno. L’Associazione Nazionale Docenti, denuncia con forza l’insostenibilità della situazione e in una recente lettera ufficiale indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Prof. Giuseppe Valditara, ha acceso i riflettori su un aspetto troppo spesso ignorato dai tavoli istituzionali: il costo della mobilità e l’odissea quotidiana per raggiungere le sedi di servizio.
Come riportato nella lettera scritta dal Prof. Daniele Rogano, Presidente dell’AND, “Centinaia di migliaia di docenti della scuola statale si spostano quotidianamente per raggiungere sedi di servizio spesso molto lontane dal luogo di residenza che spesso cambiano ogni anno. Non sono rari i casi in cui per la sola tratta di andata si percorrono oltre cento chilometri, ai quali si aggiungono naturalmente quelli necessari per il rientro. Per molti insegnanti il costo del carburante è diventato una voce di spesa enorme, che incide pesantemente su retribuzioni già contenute. A questa condizione si aggiunge quella dei docenti titolari di cattedre orarie esterne, chiamati a prestare servizio su più scuole e, talvolta, su comuni diversi, con sedi distanti tra loro anche 60 o 70 chilometri. Quando il trasporto pubblico è assente o incompatibile con gli orari scolastici, l’uso del mezzo proprio non è una scelta, ma una necessità direttamente connessa all’adempimento del servizio. Questa specificità del lavoro docente deve essere riconosciuta. Non appare più sostenibile che i costi derivanti dagli spostamenti necessari per raggiungere la sede di lavoro o per prestare servizio su più sedi restino integralmente a carico del lavoratore, senza alcuna specifica forma di compensazione economica o contrattuale.”
Il quadro è reso drammatico dall’impennata dei costi dei carburanti cui si aggiunge il peso dei rincari sul trasporto pubblico locale, con aumenti tariffari sugli abbonamenti che in molte zone d’Italia hanno toccato punte fino all’8,9%.
La situazione peggiora poi a seguito delle recenti decisioni nel settore ferroviario. A partire dal prossimo 1° novembre, Trenitalia dirà ufficialmente addio alla vendita del Carnet Smart, uno strumento di flessibilità fondamentale per quei lavoratori che alternano con equilibrio il lavoro in presenza e il lavoro agile. Non basta: sugli abbonamenti dell’Alta Velocità viene introdotto un costo obbligatorio di 2 euro per ogni singola prenotazione. Un balzello che, di fatto, rischia di vanificare i risparmi teorici e trasforma il viaggio in treno in un privilegio per pochi.
Da qui la richiesta urgente avanzata al Ministro di misure strutturali, a partire dall’istituzione di un Bonus Welfare Docenti mirato a sostenere le spese di mobilità e ristorazione. Scrive infatti sempre il Presidente Rogano che “va affrontata la questione dei pasti nei giorni in cui i docenti sono impegnati a scuola sia al mattino sia al pomeriggio. Anche al personale docente deve essere riconosciuto, come avviene per altre categorie di lavoratori, un buono pasto o una misura equivalente. Il principio è semplice, il docente non può essere chiamato a utilizzare una parte consistente del proprio stipendio per sostenere i costi necessari a raggiungere il luogo di lavoro o a spostarsi tra più sedi per esigenze di servizio. Quando tali spostamenti sono imposti dall’organizzazione scolastica, il relativo onere deve trovare un adeguato riconoscimento.”
Si è richiesta quindi “l’apertura di un confronto con il Ministero, confermando la piena disponibilità dell’Associazione a contribuire alla definizione di soluzioni concrete e sostenibili.”




