Analisi & Commenti

C’era una volta un Ministero della Pubblica Istruzione…

…e c’erano anche gli ispettori, alias dirigenti tecnici. Ora, con questa deriva verso la privatizzazione della scuola pubblica, anche gli ispettori cambiano casacca, pardon… per ora solo criteri di assunzione, ruolo e funzione! Cheddiocelamandibbuona!

Mi viene da pensare: ma perché i nostri anonimi della Buona scuola, invece di impelagarsi in una legge di un solo articolo 1 e di 212 commi di difficile lettura – si è costretti a saltare da un comma all’altro… un vero e proprio ipertesto… però senza immagini e senza filmini… che peccato – perché non hanno varato una legge costituita di un solo articolo 1? “Dall’anno scolastico 2016/1017, le scuole statali e le scuole paritarie diventano scuole private”! Alla faccia della Costituzione! Però, tutto sarebbe stato più chiaro! Invece… E così, in queste micidiali giornate in cui dirigenti scolastici e collaboratori di buona volontà stanno attendendo a compilare incredibili carte denominate piani di miglioramento (la mia scuola è più migliore della tua) a seguito di rapporti di autovalutazione, e poi piani triennali – fa tanto matriosche o scatole cinesi – con cui si offriranno le cose più migliori che ci sono, corsi di bel canto, di bellezza, studio del cinese e del sanscrito, con un organico potenziato e muscoloso… almeno si ipotizza perché un’amministrazione incapace di governare un’annualità scolastica, vedremo se sarà capace di governare una triennalità… vedi al proposito la nota miur 23 dicembre 2015.

Con insegnanti che ogni tre anni saranno costretti a piatire una cattedra cheppiubellanoncenè trascegliendola tra le miriadi di offerte più strampalate che mai che i ds si dovranno inventare per rendere più bella e più appetibile la scuola di cui finalmente saranno indiscussi manager… come in un’azienda! Ebbene, sì! Tutti in gara tra di loro per offrire il meglio che si potrà.

Mah! Con un 60% di adulti che anno dopo anno perdono le competenze alfabetiche e che aumentano paurosamente tra un’indagine Ocse e un’altra, con percentuali sempre più alte di giovani che non hanno alcun titolo di studio o qualifica professionale, però, ci permetteremo il lusso di offrire corsi di equitazione, di cucina vegana, di astrologia karmica e altre amenità: il tutto per fregare la scuola dell’altro quartiere!!!

Tranquilli, comunque! Perché avremo a breve 48 ispettori nuovi di zecca che faranno giustizia di ogni ingiustizia. Sarà veramente un 48! E chi saranno questi 48 missi dominici… o gianninici che dir si voglia? Ovviamente non vengono dal mondo della scuola – ci mancherebbe altro! – ma da mondi altri… quelli del lavoro, magari di quello più duro! Anzi, se sanno solo un pizzico di rosa rosae e del quadrato del binomio, guai a loro! Non servono a questa buona scuola! Ho dimenticato la B maiuscola!

Saranno selezionati al di fuori di questo mondo scolastico infetto che dovrà essere risanato alla luce delle nuove disposizioni di cui alla legge 107.

La selezione – testualeee – “verrà svolta tenendo conto della particolare e comprovata qualificazione professionale del candidato, che abbia svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbia conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza, o che provenga dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato”.

Ho sempre detto e scritto che la scuola non può e non deve essere compos sui, autoreferenziale, avvitata sul suo ombelico, ma… quand’è troppo è troppo! Gli ispettori del buon tempo antico, o meglio del cattivo tempo antico, erano esperti disciplinari o esperti in metodologia e didattica, in docimologia (che parolaccia!), in amministrazione pubblica!

Che accadrà mai domani nella nostra scuola? Governata da una legge che invece di aprire orizzonti nuovi sembra aprire le porte alla notte degli imbrogli e dei sotterfugi? Purtroppo, così va spesso il mondo… voglio dire, così va nel secolo primo del terzo millennio.

Ed è veramente cosa triste.

 

Roma, 13 gennaio 2016,

 

Maurizio Tiriticco

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