
di Rosella Varcasia*.

Emanata lo scorso 26 marzo 2026, l’Ordinanza Ministeriale n. 54 del Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito come si organizzerà e si svolgerà l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2025/2026.
Il provvedimento si è inserito nel contesto delineato dal D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62, che tratta delle “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato”, e rappresenta un aggiornamento attuativo in linea con le più recenti indicazioni sulla valutazione.
La struttura generale dell’esame conferma il modello già consolidato negli ultimi anni, ma introduce anche alcune innovazioni significative, specialmente per quanto riguarda il colloquio orale e la valorizzazione del percorso formativo dello studente.
L’Esame di Maturità mantiene la tradizionale suddivisione in tre prove: prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi; seconda prova scritta, specifica per il percorso di studi; colloquio orale. A questi elementi si aggiunge il credito scolastico accumulato nel triennio finale, che continua a giocare un ruolo fondamentale nel calcolo del punteggio complessivo massimo che rimane fissato in 100 punti, così distribuiti: fino a 40 punti per il credito scolastico e fino a 20 punti per ciascuna delle tre prove. Per superare l’esame, è necessario ottenere almeno 60/100, in conformità con quanto stabilito dall’art. 18 del D.Lgs. n. 62/2017.
Il calendario stabilito dall’Ordinanza prevede la prima prova scritta il 18 giugno 2026, la seconda prova scritta il 19 giugno 2026 ed una eventuale terza prova per indirizzi il 25 giugno. Le prove suppletive sono previste a partire dal mese di luglio. La scansione temporale si inserisce nella consueta organizzazione nazionale, garantendo uniformità sul territorio.
La modifica più rilevante riguarda la ridefinizione del colloquio orale, che supera l’impostazione multidisciplinare estesa, per assumere una configurazione più selettiva e strutturata. In particolare, il colloquio verte su quattro discipline individuate a livello ministeriale; prende avvio dal Curriculum dello studente, in coerenza con quanto previsto dall’art. 21 del D.Lgs. n. 62/2017; include esplicitamente riferimenti all’insegnamento dell’Educazione civica (Legge 20 agosto 2019, n. 92) e ai percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO, di cui alla Legge 30 dicembre 2018, n. 145).
Questa configurazione appare orientata a privilegiare una valutazione più approfondita e mirata delle competenze disciplinari, pur mantenendo un’attenzione alle dimensioni trasversali e orientative. È inoltre sancita l’obbligatorietà della partecipazione al colloquio, la cui mancata effettuazione comporta automaticamente il non superamento dell’esame.
La composizione delle commissioni resta invariata rispetto al modello vigente, ma si riduce nei numeri, con un presidente esterno, due commissari esterni, due commissari interni. È prevista una commissione ogni due classi, secondo un assetto che mira a bilanciare esigenze di terzietà valutativa e conoscenza del percorso formativo degli studenti.
Per quanto riguarda la valutazione, si segnala la riduzione del bonus premiale, che passa da un massimo di 5 a 3 punti. Tale scelta appare coerente con l’obiettivo di contenere elementi di discrezionalità e di rafforzare il peso delle prove standardizzate.
Le prove INVALSI, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 62/2017, restano requisito di ammissione, ma non incidono sul punteggio finale, confluendo invece nel Curriculum dello studente.
I requisiti di accesso all’esame risultano sostanzialmente confermati nella frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, nella valutazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina (salvo deroghe motivate dal consiglio di classe), nel voto di comportamento non inferiore a sei decimi, nella partecipazione alle prove INVALSI e ai percorsi di Formazione Scuola-Lavoro.
Particolare attenzione è riservata agli studenti con voto di comportamento pari a sei, per i quali è prevista la produzione di un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, da discutere nel corso del colloquio orale. Tale previsione rafforza il nesso tra valutazione e sviluppo delle competenze civiche.
Le innovazioni introdotte dall’Ordinanza sollecitano una riflessione sulle pratiche didattiche e valutative. La centralità attribuita al Curriculum dello studente e la ridefinizione del colloquio richiedono una progettazione didattica maggiormente orientata alla personalizzazione dei percorsi e alla documentazione delle competenze. In particolare, si evidenziano alcune linee di sviluppo quali il rafforzamento della didattica per competenze, l’integrazione tra discipline e dimensioni trasversali (educazione civica, orientamento), la valorizzazione delle esperienze extrascolastiche e dei percorsi di apprendimento non formale.
In tale prospettiva, l’Esame di maturità si configura sempre più come momento di sintesi del percorso formativo complessivo, piuttosto che come mera verifica terminale delle conoscenze. L’Ordinanza Ministeriale n. 54/2026, conferma un modello di Esame di maturità in evoluzione, caratterizzato da un equilibrio tra elementi di continuità e istanze di innovazione. Le modifiche introdotte, in particolare sul versante del colloquio orale, sembrano orientate a una valutazione più autentica e significativa, centrata sul profilo complessivo dello studente.
Resta tuttavia aperta la questione dell’effettiva implementazione di tali innovazioni nelle pratiche scolastiche, che dipenderà in larga misura dalla capacità delle istituzioni scolastiche di tradurre le indicazioni normative in azioni didattiche coerenti ed efficaci.
Riferimenti normativi e bibliografia essenziale-Sitografia
- Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62, Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato.
- Legge 20 agosto 2019, n. 92, Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.
- Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019), disposizioni in materia di PCTO.
- Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – A.S. 2025/2026.
- MIUR, Linee guida per i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), 2019.
- INVALSI, Rapporti nazionali sulle rilevazioni degli apprendimenti, ultime edizioni disponibili.
- www.miur.gov.it
* Docente di scuola secondaria di secondo grado, esperta in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) e didattica laboratoriale. Collabora con Atenei per attività di insegnamento e formazione, ed è impegnata nei corsi di specializzazione per le attività di sostegno.




