
di Redazione.
Nella mattinata di giovedì 7 maggio 2026 dalle ore 9 alle 12 si è svolta l’audizione con la Commissione di studio presieduta dalla prof.ssa Loredana Perla, incaricata di elaborare e formulare proposte per la revisione delle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, in seguito alla pubblicazione del documento di cui abbiamo dato ampiamente conto in precedenza sul sito dell’Associazione Nazionale Docenti. L’incontro, molto intenso dal punto di vista dei contenuti e degli spunti di confronto e riflessione, si è svolto in modalità online e ha visto l’intervento di oltre 30 rappresentanti di associazioni che operano nel mondo della scuola. I lavori sono stati coordinati da Francesco Emanuele Magni.
Il contributo dell’AND è stato portato dal presidente nazionale Pio G. Sangiovanni che ha illustrato in maniera sintetica la posizione dell’Associazione Nazionale Docenti che sarà articolata dettagliatamente, toccando i vari aspetti, nel documento più circostanziato al quale si sta lavorando fin dal momento in cui sono state rese note da parte del MIM le nuove Indicazioni nazionali per i Licei. A tale proposito invitiamo tutti i colleghi a far pervenire nel più breve tempo possibile alla segreteria AND rilievi e proposte di modifiche o integrazioni da inserire nel documento da trasmettere in file pdf alla Commissione di studio entro il 18 maggio 2026.
In attesa, quindi, di completare l’elaborazione di un testo organico e circostanziato nel merito della notevole mole di oltre mille pagine del corpus delle Indicazioni Nazionali dei Licei elaborato dalla Commissione Perla, il presidente AND Pio G. Sangiovanni si è soffermato soprattutto su alcuni aspetti e spunti di riflessione riferiti alla premessa generale del testo medesimo e che andiamo a richiamare sinteticamente di seguito.
Il primo elemento di criticità rilevato e condiviso da parte di tutti i partecipanti, ha riguardato proprio l’estensione di un documento denso di contenuti specifici anche dal punto di vista tecnico, che avrebbe richiesto un tempo più lungo per essere analizzato e approfondito in modo adeguato e con la giusta attenzione in ogni sua parte. Cosa che, a causa della ristrettezza dei tempi imposti, non sempre è stato possibile.
Rinviando al documento più ragionato di approfondimento degli aspetti specifici riguardanti, ad esempio, la scelta di opere letterarie più o meno “facili” da proporre agli studenti del primo biennio dei licei e, più in generale del cosiddetto “canone letterario”, che sarà pubblicato integralmente, il prof. Pio G. Sangiovanni ha evidenziato i seguenti aspetti riguardanti la premessa delle Indicazioni nazionali:
Scrittura manuale e in corsivo.
Si parte innanzitutto dal punto della premessa in cui si sottolinea la fondamentale importanza della “corretta produzione di testi scritti”, da parte dello studente, posto di fronte a opere da analizzare o esperienze/ sperimentazioni da riferire, che siano “testi scritti coerenti, coesi e adeguati al registro linguistico proprio del contesto, attribuendo una struttura razionale all’impianto testuale”. A tale proposito risulta necessario e per niente superfluo richiamare la necessità di precisare, inserendolo espressamente, il riferimento alla scrittura manuale, su carta e penna, oltre all’introduzione della figura del grafolofo professionista esperto per conoscere in profondità la personalità dello studente e ogni suo aspetto durante la delicatissima e decisiva età dell’adolescenza.
Libertà di esprimere fino in fondo le proprie opinioni e scelte
Condividiamo sicuramente il fatto che l’adolescente è chiamato a confrontarsi con i limiti, le regole e le aspettative sociali che, lungi dal costituire mere restrizioni, possano favorire lo sviluppo di una libertà consapevole, fondata sulla capacità di riflessione critica e di assunzione di responsabilità. Tuttavia nel prosieguo del discorso si ha l’impressione che si voglia quasi stabilire cosa debba essere la libertà di dissentire e le forme di espressione del dissenso, in particolar modo quando si afferma che “la libertà, nel contesto della scuola secondaria di secondo grado, non può essere interpretata come mera autonomia individuale, svincolata da regole e responsabilità, né tantomeno ridursi ad espressione di proteste, come quelle che sfociano a volte in atti illeciti, né ridotta a forme meramente oppositive o reattive, ma va intesa come capacità di esprimere dissenso in modo argomentato e orientato alla trasformazione democratica dei contesti di vita scolastica”.
Riteniamo in sostanza che alla base di tutto ci debba essere il richiamo al pieno rispetto e all’applicazione dei principi costituzionali, con particolare riferimento agli articoli 13, 16 e 21 della Costituzione. Tutto ciò che rientra nella categoria degli “atti illeciti” è, infaati, punito dalla Legge e non ha niente a che vedere con la libertà di dissentire e di manifestarlo nelle più diverse, corrette e libere forme di espressione.
Educazione al rispetto ed empatia. Responsabilità, funzioni e compiti dei docenti. E i genitori?
Il documento richiama giustamente responsabilità, funzioni e compiti dei docenti nei confronti degli studenti dando grande rilevanza all’insegnamento della prossemica del rispetto, ovvero delle regole costituenti la ‘grammatica dell’implicito’ che si apprende a scuola (anzitutto attraverso gli esempi dei docenti) e che si incarna nella corporeità e nella comunicazione non verbale (tono di voce moderato, distanza spaziale, sguardo sorridente e mai intrusivo, gesto sociale, regole cerimoniali ecc.).
A nostro avviso ci sembra però che ormai sia necessario e indispensabile fare un ulteriore salto di qualità. Il riferimento va inevitabilmente ai genitori e alla famiglia, nel pieno contesto della comunità educante, così come definito e chiarito in modo ampio ed esaustivo nelle Indicazioni di infanzia e primo ciclo. La provocazione è questa: è il caso di cominciare a pensare all’inserimento nelle Indicazioni nazionali anche di una parte dedicata a compiti e responsabilità dei genitori e delle famiglie, soprattutto quando si parla di cultura del rispetto?
In conclusione l’AND ha ribadito quanto già affermato più volte. E cioè che c’è bisogno di più scuola. Anche in riferimento al tempo-scuola. Invertendo il processo in atto ormai da decenni durante i quali si sono operati tagli sistematici e lineari che hanno impoverito e ridimensionato l’offerta di scuola pubblica. Tagli in termini di ore e di discipline, mentre ci sarebbe stato bisogno di maggiori investimenti funzionali alla costruzione di una scuola moderna, inclusiva, accogliente ed efficace.




