Note & Interventi

Solidarietà al collega Andrea Scano

 

Non può essere sanzionato chi chiede il rispetto della norma!

Esprimiamo piena solidarietà al maestro Andrea Scano che nei giorni scorsi subiva la sospensione di ben 30 giorni dal servizio ad opera dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari dell’USR Sardegna per essersi rifiutato di firmare il registro elettronico, reputato inidoneo alla tutela della privacy dei suoi alunni.

Riteniamo abnorme la sanzione irrogata rispetto alla violazione contestata, atteso che l’obbligo di dotazione ed utilizzo del registro elettronico derivante dal D.l. 135/2012 è stato, da questo, correlato all’adozione di un piano di dematerializzazione ad oggi inattuato e che in ogni caso l’utilizzo di tale forma di registrazione informatica dei dati pone seri problemi di riservatezza, anche sottolineati dal Garante della Privacy.

Senza voler entrare nel merito della questione, tale provvedimento sanzionatorio ci appare grave poiché rappresenta la prova che ormai, nella scuola pubblica, i rapporti di forza tra dirigenza, ad ogni livello, e dipendenti siano definitivamente alterati in favore della prima. Negli ultimi tempi sono in continuo e preoccupante aumento i provvedimenti punitivi contro i docenti. Se ai tempi dell’introduzione della legge 107/2015 alcuni disinvolti dirigenti vagheggiavano il controllo dei docenti contrastivi, attualmente, siamo andati ben oltre tale proposito, poiché, ormai, anche comportamenti non oppositivi, ma costituenti semplice esercizio della libertà di insegnamento e delle prerogative del docente, se non ritenuti in linea con le direttive dirigenziali, sono oggetto di repressione severa. È preoccupante come in pochi anni si sia prodotto un così grave mutamento culturale che ha portato ad annientare l’autorevolezza sociale e professionale che deve accompagnare ogni docente dentro e fuori la scuola. Gli effetti di un tale cambiamento sono deleteri sull’azione didattica, perché l’assenza di autorevolezza incide direttamente sulla relazione educativa e sugli esiti scolastici. La funzione del docente è divenuta cosi marginale che gli stessi dirigenti scolastici evitano di indicarne il titolo nei documenti che sottoscrivono. Un comportamento per ultimo adottato anche dalla stessa ministra dell’Istruzione, già insegnante prima che deputata e prossima dirigente scolastica.

Imperversa un clima repressivo, espressione di un autoritarismo non più sopportabile, che impedisce il sereno svolgimento della nobile funzione del docente, danneggia gli allievi, corrompe i rapporti tra il personale della scuola, scoraggia la collaborazione e la condivisione democratica nella comunità educante e spinge le sue varie componenti al contrasto ed all’isolamento.

Per questi motivi, sosteniamo con forza il collega Andrea Scano, convinti che a nessuno debba essere negata la libertà di avere una visione diversa, ancor di più quando questa non solo si muove nell’alveo delle legalità, ma ne chiede il doveroso rispetto.

 

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