Analisi & Commenti

Scuola calabrese, vituperio delle classi dirigenti

di Lucio FICARA

Purtroppo, da calabrese purosangue, non posso che rattristarmi nel vedere la scuola calabrese in difficoltà, vedere che gli studenti e le studentesse della Calabria sono virtualmente declassati ad avere una scuola di serie B e a non avere le stesse opportunità di molte altre regioni italiane.

Le vicende giudiziarie che hanno azzerato i vertici della scuola calabrese, non solo hanno destabilizzato l’ambiente interno all’USR Calabria, ma hanno tolto un riferimento di interlocuzione capace di affrontare le varie problematiche che affliggono questo lembo di terra dell’estremo sud Italia.

Vedere l’ufficio scolastico della propria regione, commissariato e poi ancora una volta commissariato, dà il senso della misura del grado della difficoltà e della differenza che esiste con l’amministrazione scolastica in altre regioni.

Il Ministro Bianchi, per risolvere il presunto caso di corruzione che ha coinvolto l’USR Calabria, aveva chiamato a reggere quella struttura, la dott.ssa Giovanna Boda, Capo dipartimento al ministero dell’Istruzione. Una forma di commissariamento necessaria per non lasciare la nave senza “Nocchiero”, ma la mossa fatta da viale Trastevere è risultata infausta e per certi versi anche drammatica. Poco dopo l’insediamento della dott.ssa Boda in Calabria, un altro terremoto giudiziario coinvolge il ministero dell’Istruzione e tra gli indagati finisce proprio il Capo dipartimento mandato in Calabria per risolvere una situazione a dir poco gravissima.

La scuola calabrese lasciata allo sbando e le autorità ministeriali non in grado di individuare un dirigente interno all’USR o una figura dirigenziale calabrese capace di assumere l’incarico di amministrazione dell’Ufficio scolastico della Calabria.

Rimbombano nelle mie orecchie le dure parole del Commissario alla Sanità della Calabria, il dott. Longo, che dentro la Sanità calabrese c’è la ‘ndrangheta, una terra quella calabrese costretta a vivere in uno stato di commissariamento a causa di una classe dirigente giudicata non in grado di “amministrare”. Calabria, vituperio delle classi dirigenti.

Accade in questi giorni che una dirigente scolastica calabrese, in accordo con l’ASP della provincia di Cosenza, coglie l’opportunità di fare vaccinare gli studenti maturandi dell’Istituto che dirige, mentre ancora ci sono persone anziane rimaste prive di vaccino, sembra surreale, ma questo succede in Calabria. In Calabria succede anche, quasi fosse una cosa normale e trasparente, che un dirigente scolastico della provincia di Reggio Calabria si candida alle ultime elezioni Regionali e svolge la sua campagna elettorale svolgendo il suo servizio e senza andare in aspettativa. Un’altra dirigente scolastica calabrese affitta dal comune un bene architettonico di primaria importanza per svolgere un seminario culturale, invece lo utilizza per festeggiare i 18 anni del suo pargolo. Ecco solo alcuni esempi di quello che è la dirigenza in Calabria, al netto anche dei bravi e corretti dirigenti.

Cosa succede invece negli uffici periferici della Calabria? Da anni l’ATP di Cosenza è un problema spinoso nazionale, tutti sanno, ma nessuno interviene. Gli organici delle scuole della provincia di Cosenza sono un vero e proprio caos, la confusione regna sovrana e le denunce politiche e sindacali si sono sprecate in tutti questi anni. Come risolvere questa drammatica situazione della scuola calabrese? Investire in strutture, in classe dirigente di primo livello, in organici e in trasporti, questo è un dovere morale per restituire alle giovani generazioni della Calabria ciò che gli è stato tolto in tutti questi anni.

 

 

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