NewsNormativa

Revisione della disciplina in materia di valutazione degli studenti. Il Senato ha approvato il disegno di legge

Rilievi e critiche dal mondo scientifico. "Osservazioni" dall'ANP

di Redazione.

Giovedì 17 aprile scorso il Senato ha approvato il disegno di legge di Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell’autorevolezza del personale scolastico nonché di indirizzi didattici differenziati che passerà adesso all’esame della Camera. Il disegno di legge, approvato con modificazioni dalla 7a Commissione il 20 marzo 2024, si compone di tre articoli.

L’articolo 1 “novella” alcune disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato).

L’articolo 2 (Disposizioni in merito alle sezioni a metodo didattico differenziato Montessori) al comma 1, modifica l’articolo 142 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (d.lgs. n. 297/1994), in riconoscimento della centralità ed efficacia della metodologia montessoriana nello sviluppo dell’autonomia personale, del senso di responsabilità e della consapevolezza dei diritti e doveri reciproci.

L’articolo 3 (Misure a tutela dell’autorevolezza e del decoro delle istituzioni e del personale scolastici) prevede che con la sentenza di condanna per i reati commessi in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola, a causa o nell’esercizio del suo ufficio o delle sue funzioni, è sempre ordinato, oltre all’eventuale risarcimento dei danni, il pagamento di una somma da euro 500 a euro 10.000 a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’istituzione scolastica di appartenenza della persona offesa. L’importo della somma è determinato dal giudice, tenuto conto dei criteri di cui all’articolo 5 del d.lgs. n. 7/2016 (Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili).

Ecco in sintesi i principali elementi introdotti, che sono perfettamente in linea con l’impostazione e l’orientamento più volte ribadito dal titolare del MIM e dal Governo più in generale.

Innanzitutto si stabilisce che la valutazione del comportamento inciderà sui crediti per l’ammissione all’Esame di Stato conclusivi della scuola secondaria di secondo grado e in particolare che “il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico spettante sulla base della media dei voti riportata nello scrutinio finale nel secondo ciclo di istruzione può essere attribuito se il voto di comportamento assegnato è pari o superiore a nove decimi”.

Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari si prevede che (1) l’allontanamento dalla scuola, fino a un massimo di due giorni, debba comportare il coinvolgimento della studentessa e dello studente in attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare.

Nel caso, invece, di (2) allontanamento dalla scuola di durata superiore a due giorni, esso dovrà prevedere lo svolgimento, da parte della studentessa e dello studente, di attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni scolastiche e individuate nell’ambito degli elenchi predisposti dall’amministrazione periferica del Ministero dell’istruzione e del merito. Tali attività, se deliberate dal consiglio di classe, possono proseguire anche dopo il rientro in classe della studentessa e dello studente, secondo princìpi di temporaneità, gradualità e proporzionalità.

Relativamente alle norme in materia di valutazione, il disegno di legge contiene un emendamento che prevede il ritorno ai giudizi sintetici alla scuola primaria, abbandonando dunque la riforma del 2020 che prevedeva invece giudizi descrittivi.

A tale proposito il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato: «Basta con le definizioni incomprensibili tipo “avanzato”, “intermedio”, “base”, “in via di prima acquisizione”. Al di là del giudizio analitico, vogliamo che alle elementari le valutazioni siano chiare, semplici: ottimo, buono, discreto, sufficiente, insufficiente, gravemente insufficiente». Affermazioni che incontrano le obiezioni di molti docimologi e pedagogisti i quali sostengono invece che una “scala” di giudizi del tipo “insufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo” non è altro che una scala ordinale concettualmente identica alla scala dei voti numerici.

Dubbi e perplessità vengono espressi anche dall’ANP, che in un suo comunicato afferma che «pur condividendo l’esigenza di rendere più trasparente e comprensibile il processo valutativo, non può fare a meno di evidenziare gli effetti controproducenti derivanti dal continuo rimaneggiamento di una materia complessa e delicata come la valutazione nella scuola primaria. Le istituzioni scolastiche necessitano di tempi distesi e di adeguate azioni di accompagnamento per assimilare innovazioni di questa portata e non possono essere chiamate a continue correzioni di rotta che, nel caso specifico, comportano una rielaborazione dei protocolli valutativi adottati.
Del resto, – prosegue il comunicato – qualsiasi riforma dovrebbe avere un respiro di lungo periodo anche per poterne vagliare con approccio scientifico l’effettività dei risultati. La valutazione, poi, va considerata come un mezzo per orientare le strategie didattiche e il processo formativo al fine di favorire lo sviluppo integrale e il successo educativo degli alunni. Al riguardo, va prevenuto qualsiasi fraintendimento: in particolare, essa non deve costituire strumento per stabilire gerarchie tra discenti. Alla luce di tali considerazioni – conclude – l’ANP seguirà da vicino la definizione, demandata a un’ordinanza ministeriale di prossima emanazione, delle nuove modalità valutative affinché ne sia salvaguardato il valore formativo».

Dunque, sarà un’ordinanza ministeriale, da emanare successivamente all’approvazione del disegno di legge, a stabilirne i contorni normativi definitivi. Ed è proprio su questo aspetto che si concentrano gli “esperti di calcolo” delle norme che regolamentano la formazione delle leggi e i tempi tecnici che non sempre si accordano con i “desideri della politica”:

Il disegno di legge che ha appena concluso il percorso al Senato, dovrà passare alla Camera per poi essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il Governo avrà 180 giorni di tempo per adottare un apposito regolamento che dovrà modificare le norme in materia di valutazione del comportamento degli studenti. Si tratta di uno schema di regolamento da adottare in sede di Consiglio dei Ministri e dovrà essere esaminato dal Consiglio di Stato che avrà poi 90 giorni di tempo per esprimere il proprio parere. Solo successivamente il Governo potrà emanare il regolamento definitivo. A conti fatti, gli esperti di cui sopra sostengono che con la pubblicazione del disegno di legge in Gazzetta a metà maggio, sarà difficile riuscire ad avere il regolamento pronto per settembre ed entrare in vigore con l’avvio del nuovo anno scolastico.

Pulsante per tornare all'inizio