Analisi & Commenti

Vero o falso? Capitolo “università”

15/05/2007

a cura di Anna Zabai

Nel corso della puntata del 3 maggio 2007 di ‘AnnoZero’, la trasmissione in onda su RaiDue condotta da Michele Santoro, si è parlato fra l’altro di università, con la partecipazione del ministro per l’Università e la ricerca, Fabio Mussi. Nel corso del programma sono state fatte alcune interessanti affermazioni.

1. Il ministro Mussi ha affermato che ‘lo Stato negli Stati Uniti mette molti più soldi nell’università che in Italia’. Inoltre, secondo il ministro, l’Italia spende per studente troppo poco: €8,700 l’anno, meno di paesi come Gran Bretagna (€9,800), Francia (€9,600), Germania (€11,000) e Scandinavia (€13,000). Vero o Falso?
È difficile fare un confronto con gli Stati Uniti, perché la maggior parte delle università sono private, e quelle pubbliche sono prevalentemente finanziate dai singoli stati. Ma è possibile fare un confronto con il sistema inglese, particolarmente utile perché è esclusivamente pubblico, come gran parte di quello italiano.
Innanzitutto, la differenza fra le cifre fornite dal ministro sulla spesa per studente in Italia e nel Regno Unito sembra modesta (10 per cento) e non tale da giustificare la differenza nelle prestazioni.. Un’idea più precisa può essere ottenuta guardando alla spesa per studente e per docente desunta dai singoli bilanci di ogni università, e convertita in una moneta unica secondo la Parità di potere d’acquisto, per tenere conto del diverso potere di acquisto di 1 euro in Gran Bretagna e in Italia. Un tale esercizio è stato fatto da Roberto Perotti sul Sole-24Ore del 30 novembre 2006.
Se guardiamo alla spesa per studente undergraduate – ovvero per studenti non iscritti a corsi di specializzazione quali master e dottorati di ricerca – equivalenti a tempo pieno nell’anno accademico 2003/2004 in Italia abbiamo speso 15,400 dollari (aggiustati per la parità di potere d’acquisto), il 20 per cento in meno che nel Regno Unito nell’a.a. 2004/2005, dove il dato è circa 19,600 dollari
Tuttavia, la spesa per studente non è l’unico indicatore importante della qualità relativa dell’università italiana. Sembrerebbe importante considerare anche la qualità della didattica, ovvero l’attenzione ricevuta dagli studenti da parte dei docenti.
Un modo per ‘misurare’ questo particolare aspetto è calcolare il rapporto tra studenti e docenti, tenendo in considerazione la più alta percentuale di studenti iscritti ma non frequentanti nel sistema italiano. Considerando il numero di ‘studenti equivalenti a tempo pieno’, il rapporto tra studenti e docenti totali non è molto diverso per i due paesi. Se in Italia nell’a.a. 2003/2004 c’erano circa 9 studenti per docente, in Gran Bretagna nell’a.a. 2004/2005 ce n’erano invece circa 12. Le risorse ‘didattiche’ a disposizione degli studenti italiani sembrerebbero quindi addirittura maggiori di quelle dei colleghi britannici.

2. Secondo Michele Santoro Harvard ‘spende ogni anno 20 miliardi di dollari circa’ (nessun presente, incluso il ministro, ha smentito questa cifra). Secondo il senatore Marino, – presidente della commissione Igiene e sanità del Senato e docente all’università Thomas Jefferson di Filadelfia – l’entità del fondo che finanzia le spese di Harvard è di circa 50 miliardi di dollari. Vero o Falso?
C’è molta confusione fra il fondo di dotazione e la spesa annuale, e sull’entità di entrambe. Essendo privata, Harvard si finanzia principalmente con i guadagni su un fondo di dotazione (la sua ‘ricchezza finanziaria’) accumulato negli anni con donazioni, commesse eccetera e investito in una varietà di attività finanziarie. Il fondo di dotazione era, nel 2005, di circa 26 miliardi di dollari. Tuttavia, la spesa finanziabile da questo fondo è ovviamente assai inferiore ai 30 miliardi; per avere un ordine di grandezza, è utile pensare alla spesa finanziabile ogni anno come gli interessi (più i dividendi eccetera) ottenibili dal fondo stesso. Di fatto, la spesa totale di Harvard nel 2005 è stata di circa 2,75 miliardi di dollari, circa 1/7 di quanto affermato da Michele Santoro (si veda http://vpf-web.harvard.edu/budget/factbook/current_facts/2006OnlineFactBook.pdf). Del resto, se Harvard spendesse veramente ogni anno 20 miliardi di dollari, spenderebbe da sola circa l’1 per cento del Pil italiano!

3. Il ministro Mussi ha affermato che vi sono ‘100 università italiane tra le 500 migliori al mondo’, e che se si prende in considerazione ‘il ranking corretto per dimensione’, due atenei italiani si piazzerebbero tra le prime 22. Vero o Falso?
È necessario premettere che tutte le classifiche delle università sono soggette a numerose possibili critiche (per un’interessante discussione si veda per esempio http://en.wikipedia.org/wiki/University_rankings#Academic_Ranking_of_World_Universities. Tuttavia, se i criteri per definire le classifiche sono esplicitati chiaramente, possono essere un utile elemento di dibattito. (1)
Il ministro sembrerebbe fare riferimento alla classifica (o ranking) annuale delle migliori 500 università al mondo commissionata dal governo cinese all’università Jiao Tong di Shangai (http://ed.sjtu.edu.cn/ranking.htm). Secondo questo ranking le università europee tra le prime 500 al mondo sono 207, di cui 23 italiane. Tra queste, la migliore è La Sapienza, 100esima. Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Israele, Giappone, Olanda, Norvegia, Russia, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti hanno tutti una o più università con ranking inferiore a 100.
La classifica cinese prende in considerazione la qualità dell’output di ricerca e la qualità della formazione universitaria impartita, oltre che quella dei docenti. Tuttavia, è influenzata dalle dimensioni di un ateneo. Ad esempio, poiché un modo di valutare la qualità di un lavoro di ricerca consiste nel contare il numero di citazioni ricevute, a parità di qualità un istituto che produce più lavori perché ha più ricercatori realizza un punteggio maggiore.
Quando il punteggio totale viene diviso per il numero dei ricercatori presenti in un ateneo, eliminando così l’influenza del fattore dimensione, due università italiane, la Sns di Pisa e la Sissa di Trieste, figurano tra le prime 30 al mondo (tabella 1). La Sapienza, che è una delle università più grandi del mondo, scende dal 100esimo al 395esimo posto. Si noti che, con quattro eccezioni, tutte queste università sono in paesi anglosassoni.
Ogni classificazione richiede che vengano stabiliti dei criteri, e che a ognuno sia attribuito un certo peso. Tanto la scelta dei criteri quanto quella dei pesi riflettono necessariamente un certo grado di arbitrarietà. In particolare, il ranking cinese potrebbe essere distorto dal fatto che risultati raggiunti nel campo delle scienze naturali hanno un peso relativo maggiore nella valutazione. Sono disponibili le classifiche per 5 gruppi disciplinari, che purtroppo però non eliminano il fattore dimensione. In queste classifiche per aree disciplinari, solo 4 università italiane figurano tra le prime 100; nessuna italiana è fra le prime 100 nelle scienze sociali (http://ed.sjtu.edu.cn/ARWU-FIELD.htm).
La classifica cinese non è comunque l’unica disponibile. Una fonte non sospetta di livore anti-italiano è la Commissione Europea. Nel 2004 ha stilato una classifica delle università europee che presentano un fattore di impatto misurato per citazioni più alto della media mondiale (http://cordis.europa.eu/indicators/third_report.htm). Nessuna delle 22 università della lista vanta cittadinanza italiana (tabella 2).

Tabella 1: Classifica delle 30 migliori università al mondo ponderata per dimensione
Fonte: http://ed.sjtu.edu.cn/rank/2006/ARWU2006TOP500list.htm

Classifica Ateneo Paese Punteggio ottenuto (su 100)

 1 California Inst Tech Stati Uniti 100

2 Harvard Univ Stati Uniti 73,6

3 Univ Cambridge Regno Unito 66,5

4 Stanford Univ Stati Uniti 65,3

5 Princeton Univ Stati Uniti 58

6 Massachusetts Inst Tech (MIT) Stati Uniti 53,6

7 Univ California – Berkeley Stati Uniti 53,1

8 Swiss Fed Inst Tech – Zurich Svizzera 52,6

9 Yale Univ Stati Uniti 49,3

10 Univ California – San Francisco Stati Uniti 48,2

11 Univ California – San Diego Stati Uniti 47,1

12 Univ Oxford Regno Unito 46

13 Columbia Univ Stati Uniti 45,8

14 Univ Toronto Canada 44,8

15 Univ Chicago Stati Uniti 41,8

16 London Sch Hygiene & Tropical Med Regno Unito 41,6

17 Int Sch Adv Studies – Trieste Italia 40,9

18 Swiss Fed Inst Tech – Lausanne Svizzera 40,7

19 Washington Univ – St. Louis Stati Uniti 40,4

20 Duke Univ Stati Uniti 40,3

21 Imperial Coll London Regno Unito 40,2

22 Cornell Univ Stati Uniti 40,1

23 Univ Pennsylvania Stati Uniti 40

24 Scuola Normale Superiore – Pisa Italia 39,8

25 Rockefeller Univ Stati Uniti 38,4

26 Northwestern Univ Stati Uniti 36,7

27 Univ British Columbia Canada 36,6

28 Vanderbilt Univ Stati Uniti 36,2

29 Univ California – Santa Barbara Stati Uniti 35,7

30 Univ Rochester Stati Uniti 35,6

Tabella 2: Classifica delle università europee che raggiungono un fattore di impatto per numero di citazioni maggiore del fattore di impatto medio mondiale

Fonte: ftp://ftp.cordis.europa.eu/pub/indicators/docs/3rd_report_snaps10.pdf

Classifica Ateneo Paese

1 Univ. Cambridge Regno Unito

2 Univ. Oxford Regno Unito

3 Eindhoven Univ. of Technology Olanda

4 Tech. Univ. Munich Germania

5 Univ. Edinburgh Regno Unito

6 Univ. Freiburg Germania

7 Univ. Karlsruhe Germania

8 Univ. Twente Olanda

9 Erasmus Univ. Olanda

10 Univ. Heidelberg Germania

11 Univ. Strasbourg 1 Francia

12 Univ. Helsinki Finlandia

13 Univ. London Regno Unito

14 Univ. Amsterdam Olanda

15 Leiden Univ. Olanda

16 Univ. Catholique de Louvain Belgio

17 Delft Univ. of Technology Olanda

18 Tech. Univ. Denmark Danimarca

19 Univ. Stuttgart Germania

20 Free Univ. Amsterdam Olanda

21 Karolinska Inst. Svezia

22 Univ. Antwerp Olanda

Tabella 3: Classifica per qualità della didattica secondo il THES – top 30

Fonte: elaborazione su dati http://www.topuniversities.com/worlduniversityrankings

Classifica Ateneo Paese

1 Duke University Stati Uniti

2 Yale University Stati Uniti

3 Eindhoven University of Technology Olanda

4 University of Rochester Stati Uniti

5 Imperial College London Regno Unito

6 Sciences Po Paris Francia

7 Tsing Hua University Cina

8 Emory University Stati Uniti

9 Vanderbilt University Stati Uniti

10 University of Geneva Svizzera

11 Wake Forest University Stati Uniti

12 Case Western Reserve University Stati Uniti

13 Mie University Giappone

14 Columbia University Stati Uniti

15 Washington University in St. Louis Stati Uniti

16 University of Chicago Stati Uniti

17 Vrije University Brussels Belgio

18 University College London (UCL) Regno Unito

19 Universität Ulm Germania

20 Kumamoto University Giappone

21 Yeshiva University Stati Uniti

22 Peking University Cina

23 Ecole Normale Supérieure Francia

24 Austral Univ Argentina

25 California Institute of Technology Stati Uniti

26 Johns Hopkins University Stati Uniti

27 Universidad Nacional Autónoma de México Messico

28 University ORT de Uruguay Uruguay

29 École Polytechnique Francia

30 School of Oriental and African Studies Regno Unito

Tabella 4: Classifica per qualità della ricerca secondo il THES – top 30

Fonte: elaborazione su dati http://www.topuniversities.com/worlduniversityrankings

Classifica Ateneo Paese

1 Harvard University Stati Uniti

2 University of California, Berkeley Stati Uniti

3 Stanford University Stati Uniti

4 University of Cambridge Regno Unito

5 Massachusetts Institute of Technology Stati Uniti

6 University of Oxford Regno Unito

7 California Institute of Technology Stati Uniti

8 University of Tokyo Giappone

9 Princeton University Stati Uniti

10 Yale University Stati Uniti

11 Australian National University Australia

12 University of Toronto Canada

13 University of Melbourne Australia

14 National University of Singapore Singapore

15 Cornell University Stati Uniti

16 Imperial College London Regno Unito

17 Peking University China

18 University of California, Los Angeles Stati Uniti

19 Kyoto University Giappone

20 University of Texas at Austin Stati Uniti

21 University of Sydney Australia

22 University of California, San Diego Stati Uniti

23 University of Chicago Stati Uniti

24 Columbia University Stati Uniti

25 Ecole Normale Supérieure Francia

26 Johns Hopkins University Stati Uniti

27 ETH Zurich Svizzera

28 McGill University Canada

29 Monash University Australia

30 University of Edinburgh Regno Unito

(1) Per chi volesse farsi un’idea più approfondita circa le classifiche disponibili, consigliamo di cominciare da http://en.wikipedia.org/wiki/University_rankings

* a cura di Anna Zabai per la redazione de lavoce.info

Fonte: www.lavoce.info

 

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