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Un preside eletto e a tempo

di Francesco Greco*

ItaliaOggi, martedì 11 gennaio 2011

Porre l’insegnamento-apprendimento al centro dell’organizzazione della scuola significa ridisegnare il ruolo e le funzioni dei suoi organi di governo all’interno di una visione condivisa dell’agire organizzativo.

Ciò rende necessaria una metodologia di costruzione delle decisioni che presuppone un modus operandi basato sulla partecipazione e sulla responsabilità in ogni fase del processo decisionale. Partecipazione, responsabilizzazione e condivisione, a loro volta, implicano un modello di leadership distribuita, caratterizzato da competenze professionali elevate e da qualità personali che consentono di svolgere ruoli chiave in modo autorevole e di accettare la valutazione come momento irrinunciabile del proprio operato.  In breve, partendo da una diversa articolazione delle competenze, della formazione e della composizione degli organi delle istituzioni scolastiche, si possono delineare alcuni degli aspetti chiave di una governance democratica della scuola. Il governo democratico  dell’istituzione scolastica presuppone, innanzitutto, una chiara differenza tra funzioni di indirizzo e di gestione; anche queste ultime, demandate, come avviene in molti Paesi europei, ad un organo collegiale (la direzione). Va da sé che l’abbandono del modello burocratico e dirigistico di derivazione aziendalistica renda, poi, necessari la temporaneità del mandato del rappresentante dell’istituzione scolastica e il suo conferimento attraverso l’elezione (preside elettivo) da parte della comunità scolastica rappresentata nel Consiglio di Istituto. Per il preside eletto, cosi come avviene in altri Paesi europei, la temporaneità dell’incarico e il suo conferimento attraverso l’elezione non potrebbero che accentuare il carattere di missione della sua azione che diverrebbe imprescindibile dalla qualità e dai risultati del processo di insegnamento-apprendimento e dal rapporto con l’insegnamento, che sarebbe solo sospeso per la durata del mandato. Il reindirizzamento dell’organizzazione sugli apprendimenti porta con sé, inoltre, la necessità di una riarticolazione funzionale del ruolo di coloro che sono preposti alla loro acquisizione, con chiari riflessi sullo sviluppo della professione. Ruoli diversi richiederanno, infatti, competenze e responsabilità diversificate, oltreché la disponibilità a svolgerli in contesti differenti e, dunque, uno sviluppo della professione degli insegnanti in fasce funzionali non gerarchiche, che consenta ai docenti, che per merito raggiungono la fascia superiore, di ricoprire ruoli rilevanti, compreso quello di preside dell’istituzione scolastica. Le garanzie poste dalla Costituzione possono trovare attuazione solo se sono salvaguardate l’autonomia professionale degli insegnanti e la loro piena partecipazione al governo democratico dell’istituzione scolastica. Da qui, si rileva che lo stato giuridico dei docenti non può più essere assimilato, come ora anche sul piano disciplinare, a quello di altri dipendenti della pubblica amministrazione, ma richiede una propria disciplina e uno specifico sistema di tutele affidato ad organismi tecnico-rappresentativi della professione (Consiglio superiore della docenza).

 *Presidente Associazione Nazionale Docenti

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