Note & Interventi

Governo democratico della scuola, qualcosa si muove

Leggiamo con piacere che la Flc Cgil dedica l’interno numero di febbraio del suo Giornale “Effelleci”, diretto da Domenico Pantaleo, al “Governo della scuola”. Ancor di più constatare, nell’editoriale e in altri articoli, la presa d’atto della necessità di un cambiamento per superare l’attuale modello burocratico e gerarchico che preclude una vera partecipazione dei docenti al governo della scuola, “Oggi a rappresentare le scuole sul piano istituzionale –è scritto- sono di regola i Dirigenti scolastici. Come rappresentanti legali, essi sono spesso costretti, da soli, alla rappresentanza della scuola, dei suoi bisogni e delle sue istanze. È questa una debolezza e non una forza (grassetto e sottolineature sono nostri). I tempi sono maturi per riconoscere alle scuole una rappresentanza istituzionale connotata da una pluralità di soggetti, tanti quanti sono le professioni e gli utenti delle scuole. Pensiamo soprattutto agli insegnanti, portatori di istanze nuove di educazione, che non hanno la possibilità di rappresentare le loro esigenze e i loro bisogni ai vari livelli istituzionali”.

 

Nel declinare i principi su cui si incentrano la proposte della Flc Cgil sono elencati: “1. separazione dei poteri (gestione, indirizzo politico, tecnico professionali, controllo); 2. partecipazione democratica delle diverse componenti (autonomia non basata sulle gerarchie, ma sull’idea che la stessa si promuova attraverso un percorso armonico di collaborazione e di assunzione di responsabilità); 3. rappresentanza scuole autonome (non solo autonomia di gestione, ma corresponsabilità di sistema, scuola ed EE.LL. come principali attori nella definizione delle politiche dentro il sistema territorio);” …. “In ogni caso tutti gli organi collegiali devono essere elettivi.”

Un principio che purtroppo la Flc Cgil non estende, ad oggi, all’organo di rappresentanza della scuola, che più di altri, anche e proprio per la sua funzione di rappresentanza dell’istituzione scolastica, dovrebbe essere elettivo.

Non possiamo non auspicare che il confronto di questa importante organizzazione sindacale con il mondo della scuola e con i docenti possa far maturare il convincimento che esistono ormai le condizioni per ripensare profondamento il sistema di governo delle nostre scuole, affinché i principi costituzionali che informano il nostro ordinamento democratico possano trovare nella scuola la loro più piena attuazione.

Per cui, non possiamo non concordare con la  Flc Cgil che “Adesso con la nuova legislatura è necessario non ripetere gli errori del passato e costruire una proposta di riforma che garantisca le istanze democratiche: una scuola aperta da costruire con il coinvolgimento del mondo della scuola stessa, la libertà di insegnamento e la rappresentanza istituzionale delle scuole autonome.”

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