Analisi & Commenti

Crescita professionale e formazione on line degli insegnanti

01/02/2006

i modelli del “cooperative learning” in PuntoEdu di INDIRE

Le iniziative europee riguardanti la formazione degli insegnanti in servizio, sovente hanno trovato spazio all’interno dei piani di sviluppo nazionali per la diffusione delle tecnologie didattiche nelle scuole, riconoscendo nell’uso del mezzo telematico lo strumento più adeguato per attività di formazione su larga scala. Alcuni importanti progetti nati nel quinquennio 1995-2000 prevedevano attività di formazione a distanza per i docenti in servizio.
L’Italia ha dato prova di saper cogliere un’occasione importante, figurando ufficialmente in qualità di partner in tutti i grandi progetti europei che hanno affrontato il tema della formazione a distanza dei docenti. Nel periodo 1999/2000 l’INDIRE ha dato il via ad una poderosa seppur graduale azione di formazione a distanza, denominando PuntoEdu l’ambiente di formazione progettato e rivolto ai docenti che ha coinvolto nel giro di pochi anni decine e poi centinaia di migliaia di soggetti simultaneamente[1]. I diversi utilizzi che sono stati fatti di PuntoEdu FaD per Funzioni Obiettivo, Docenti Neoassunti, For Tic, Supporto alla Riforma, hanno dimostrato la capacità del modello di aderire a specifiche esigenze di formazione, registrando una crescita esponenziale del numero degli iscritti già nel breve periodo: si va dalle 60.000 iscrizioni del 2001 ai 200.000 docenti coinvolti nell’anno scolastico 2004-2005 per la formazione riguardante la Riforma D. Lgs. 59, come risulta dal Rapporto sul monitoraggio del piano di formazione, Università Cattolica di Milano[2].
Oggi tuttavia il modello PuntoEdu studiato da Indire come ambiente di apprendimento che utilizza una metodologia blended (momenti di formazione a distanza alternati a quelli in presenza), sta vivendo una necessaria ed inevitabile evoluzione da una didattica prevalentemente trasmissiva dei corsi on line iniziali, centrata su una dimensione del tutto individuale della fruizione (il corsista tutto solo principalmente impegnato a restituire al tutor d’aula riflessioni personali su materiali di studio scaricati ed assimilati), ad una strategia didattica centrata sul learning by doing. In questo caso il carattere originale dell’ambiente sarà sempre più caratterizzato dalla centralità del soggetto in relazione ai propri bisogni formativi e alla possibilità di far parte di comunità di dialogo e di pratica, impegnate a mettere in comune e confrontare esperienze diverse e saperi specifici che i soggetti hanno maturato nel loro contesto professionale. Molto spesso infatti ci si è chiesti quanto dei contenuti teorici ed astratti assimilati nei corsi di aggiornamento si siano poi convertiti in una reale innovazione della pratica scolastica. La professionalità docente non consiste tanto nella soluzione strumentale di problemi, resa rigorosa dall’applicazione di teorie e tecniche a base scientifica (modello della razionalità tecnica)[3], quanto nella capacità di riflettere nel corso dell’azione similmente ad un ricercatore operante nel contesto della pratica che sa costruire una nuova teoria del caso unico, predisponendo strumenti e soluzioni adeguate ai fini di quello specifico caso.
Su questa linea si evolve la formazione on line di PuntoEdu che vede affiancarsi ai corsi tradizionali, l’apertura di laboratori basati sulla realizzazione di prodotti in base ad input offerti; la costituzione di Forum di discussione secondo due tipologie, una più connessa alle tematiche analizzate, l’altra rivolta alla community in generale; la comparsa nella formazione sulla Riforma del Laboratorio in modalità sincrona, un ambiente predisposto per favorire la condivisione di risorse, l’interazione e il confronto tra corsisti, e che prevede la presenza di un moderatore esperto su aree tematiche inerenti la Riforma[4]. In realtà il moderatore[5], proprio per la natura dell’ambiente predisposto, spazio virtuale dove si sviluppa l’intelligenza collettiva, dove si vive una sorta di solidarietà, di senso di appartenenza, di affinità di interessi, oltre a rivestire il ruolo di docente deve essere un facilitatore della comunicazione e interazione sia verticale, ma soprattutto orizzontale tra i diversi soggetti in formazione, poiché il suo ruolo di animatore lo chiama a saper accendere la comunicazione, a porre questioni problematiche, a incoraggiare gli interventi, ad accogliere e favorire l’esplicitazione dei pareri, dovendo guidare il gruppo anche al rispetto di una indispensabile netiquette, in un contesto interattivo giocato sempre in tempo reale. Ciò comporta da parte sua una forte dose di proattività, di capacità di interpretare esigenze che il gruppo anche in modo implicito o poco manifesto matura al suo interno. I laboratori sincroni hanno visto classi virtuali, costituite da non più di 12 membri per garantire ad ognuno un’effettiva partecipazione, in collegamento rete ed audio, condividere una metodologia ed un compito da svolgere, dove l’intento è stato quello non tanto di offrire dall’alto sequenze istruttive rigidamente predeterminate, ma di presentare ai corsisti focus tematici da analizzare e dibattere, compiti autentici da situare nel proprio contesto lavorativo, richiedendo a tutti voglia e capacità di mettersi in gioco, sforzo di contestualizzare più che di astrarre, prevedendo un adeguato spazio alla descrizione di esperienze professionali (narrazione di un case story su un argomenti prestabiliti).
L’evoluzione dunque del modello di e-learning siglato Indire verso i modelli del cooperative learning di chiara matrice costruttivista sta aprendo scenari nuovi nella formazione degli insegnanti, ambienti di apprendimento che si orientano sempre più verso la predisposizione di sistemi aperti pensati e strutturati per la circolazione, l’utilizzo, la condivisione e la negoziazione delle diverse forme di conoscenza.

Maria Grazia Anatra
Presidente Sezione AND di Lucca

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[1] Seminario nazionale, Montecatini, 29 Settembre-2 Ottobre 2003. PuntoEdu, la storia di un modello. Dalla nascita alle prospettive di sviluppo in www.indire.it

[2] Massimo Faggioli, Dai corsi alle comunità di pratiche: nuove prospettive nella formazione degli insegnanti, ( novembre 2005) sul sito www.indire.it.

[3] D.A. Schön, Il professionista riflessivo, Dedalo edizioni, Bari, 1983.

[4] Gloria Bernardi, Un’esperienza innovativa: i laboratori in modalità sincrona in www.indire.it

[5] M. Rotta, M. Ranieri, E-tutor: identità e competenze, Trento, Edizioni Erickson,2005.

 

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