Analisi & Commenti

Un preside elettivo e a tempo per ridare dignità alla scuola

di Lucio Ficara

Dividi et impera è il motto sociologico che viene utilizzato dai dirigenti scolastici all’interno delle scuole per dividere i docenti, creare una cattiva competizione fra loro e quindi avere un palcoscenico unico per potere comandare senza nessun contrasto.

Sono le classiche tecniche molto utilizzate all’interno di tante scuole, il creare conflitto interno tra il personale, creare invidie professionali, generare un clima di sospetto, in modo da gestire al meglio la conflittualità, isolando i docenti ritenuti più scomodi e creando facilmente gruppi interni di potere alle dipendenze del capo. Addirittura è noto che esistono corsi di formazione manageriali dove il “Dividi et impera” è una tecnica insegnata ai dirigenti scolastici per avere sotto controllo i docenti e il personale Ata. Strategie di gestione dei gruppi tipiche delle aziende private, dove la parola d’ordine è obbedienza assoluta al capo e isolamento di chi crede nei valori democratici della collegialità.

Nelle nostre scuole è entrato in uso tecnico creare i cosiddetti “Staff di direzione”, gruppi selezionatissimi che coadiuvano il dirigente scolastico nell’organizzazione del lavoro e nelle decisioni da prendere per l’intera comunità educante.

I componenti di questi Staff vengono scelti, sulla base della loro fedeltà al capo, direttamente dal dirigente scolastico.

Molto spesso tali scelte non tengono per nulla conto dei criteri stabiliti dalle leggi e dalle regole contrattuali, ma vengono fatte in modo autonomo da chi è responsabile legale della scuola senza dover dare spiegazioni a nessuno.

Chi fa parte di questi Staff, entra nell’ideale cerchio magico creato dal dirigente scolastico, chi invece non ne fa parte è tagliato fuori da ogni potere decisionale ed è costretto a subire le decisioni altrui.

Questo modello di scuola ha eroso moltissimi spazi di democrazia, ha ridimensionato pesantemente il confronto collegiale, mortificando notevolmente la funzione e il ruolo docente, limitando la libertà di insegnamento e l’autonomia didattica di ogni singolo insegnante.

I collaboratori dei dirigenti scolastici chiedono a gran voce il middle management nella scuola, per legalizzare il loro ruolo di superiorità gerarchica stabilito dal dirigente scolastico e voluto da tutti coloro che ritengono inutile e dannosa la democrazia collegiale.

L’unico antidoto a questa sbornia di potere e di delirio di onnipotenza che sta contagiando le scuole è la creazione di una figura elettiva che governi e amministri la scuola dal punto di vista didattico.

Il Preside elettivo votato dal collegio dei docenti con incarico quadriennale, un preside votato sulla base di un programma, tra i docenti della scuola. La gestione amministrativa L’attuale dirigente scolastico potrebbe restare per gestire l’aspetto della gestione amministrativa, con l’obbligo di cambiare scuola periodicamente.

Purtroppo la situazione attuale è colpa principalmente dei docenti e dei loro piccoli egoismi personali. Docenti divisi sull’altare del capo, pronti a tradire la categoria per ricoprire un ruolo subalterno al principe di turno, qualche briciola di potere da lesinare e gestire, spesso a danno degli stessi colleghi. Un servilismo schiocco che nuoce alla categoria e distrugge la scuola quale luogo privilegiato della democrazia.

Tutto ciò sicuramente non avverrebbe se la miseria umana, ogni tanto, provasse vergogna per se stessa!

 

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