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Umiliati e offesi! L’estensione della Carta del docente frutto di un’operazione ragionieristica, una “partita di giro”. Non siamo d’accordo e non ci accontentiamo!

Una riduzione cinica e inaccettabile del suo ammontare che penalizza ingiustamente tutta la categoria dei docenti

L’editoriale della domenica.

Come già ampiamente previsto da mesi e con un ulteriore abbondante ritardo, ben oltre l’ultima scadenza annunciata del gennaio 2026, ecco la “nuova” Carta del Docente: aumenta il numero dei beneficiari ma diminuisce l’ammontare del beneficio (-117 euro), a fronte di costi di esercizio della professione che per i docenti diventano sempre più insostenibili se non addirittura proibitivi.

Nel comunicato del sito del Ministero che preannuncia per il prossimo 9 marzo 2026 l’attivazione della Carta per un ammontare complessivo di 383 euro (una cifra che la dice lunga sul tipo di calcolo e di “conti della massaia” effettuati), si tenta di addolcire l’amara pillola attraverso una serie di argomentazioni che altro non sono, se non un tentativo di giustificare un’operazione inaccettabile e cinica, un’ingiustizia perpetrata sulla pelle dei docenti. Una categoria ormai sempre più bistrattata, divenuta bersaglio impotente di ogni tipo di aggressione, oltre che fisica anche alla sua dignità e integrità umana.

Cos’altro è infatti, se non un tentativo di giustificarsi, l’annuncio che la Carta è stata “estesa anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto, ai docenti con incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e al personale educativo dei convitti e degli educandati”?.

Un riconoscimento effettuato a spese di altri docenti, invece di aumentare il fondo complessivo, come logica, rispetto e giustizia avrebbero richiesto; un diritto violato per anni e richiamato a più riprese da sentenze della Corte di Giustizia Europea, oltre che da centinaia, se non migliaia, di pronunciamenti della giustizia nostrana che ha puntualmente condannato il Ministero al pagamento delle annualità previste con aggravio delle spese di contenzioso

Insomma, stando ai dati resi noti, i 200 mila docenti beneficiari in più se li sono caricati i circa 819 mila stimati per gli anni precedenti, ai quali sono stati destinati circa 313,677 milioni invece dei 409,5 milioni dello scorso anno, con una differenza di 95,823 milioni in meno che, tuttavia, non sono andati completamente ai 200 mila nuovi beneficiari ma, sempre sulla base dei numeri che abbiamo a disposizione, avrebbero prodotto anche un ulteriore risparmio di circa 19 milioni di euro che, se fossero stati utilizzati completamente, avrebbero consentito alla carta del docente di raggiungere la soglia dei 400 euro. Naturalmente ci sarà qualcuno che dirà che 17 euro sono poca cosa, sicuramente non sarà un docente, perchè in molti casi gli aumenti stipendiali netti attuati sono stati certo superiori, ma non di molto rispetto a questa somma.

Tornando al comunicato di cui sopra, inutile dire che di fronte alla inopinata sforbiciata operata, suona quasi provocatorio scrivere che “sono state ampliate, inoltre, le categorie di spesa ammissibili al fine di rafforzare le opportunità per i docenti. Accanto all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, acquisto di hardware e software, sono stati previsti, per la prima volta, anche servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali”. Ci permettiamo di ribadire che i 117 euro in più per ciascun docente sulla Carta, avrebbero fatto comunque comodo, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo.

Con tutto lo sconforto e la profonda contrarietà derivante dalla consapevolezza dell’ennesima ingiustizia subita dalla categoria dei docenti, non riusciamo a liberarci dal feroce dubbio derivante da questo stringente interrogativo: Perchè per la copertura dei circa 100 milioni necessari per confermare i 500 euro sulla Carta di ciascun beneficiario, non si è fatto ricorso a parte dei 281 milioni, “da destinare alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”? – Ah, saperlo!

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