
di REDAZIONE.
«È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo» (Anna Frank)
«Quel che ora penso veramente è che il male non è mai radicale, ma soltanto estremo, e che non possiede né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo» (Hannah Arendt)
«Auschwitz è il buco nero della storia, il punto di non ritorno, la voragine che ha inghiottito la dignità dell’uomo» (Sergio Mattarella)
Rifiutando qualsiasi negazione dell’Olocausto come evento storico, nel novembre 2005, l’Assemblea Generale ha adottato per consenso la Risoluzione 60/7 condannando “senza riserve” tutte le manifestazioni (su base etnica o religiosa) di intolleranza, incitamento, molestia o violenza contro persone o comunità.
La Risoluzione ha dichiarato che le Nazioni Unite avrebbero designato il 27 gennaio – anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz – come Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, e ha esortato gli Stati Membri a sviluppare programmi educativi per infondere la memoria della tragedia nelle generazioni future e impedire che il genocidio si ripeta.
Attraverso la Risoluzione viene chiesto al Segretario Generale alle Nazioni Unite di istituire un programma di sensibilizzazione sull’Olocausto, nonché misure volte a mobilitare la società civile per ricordare l’Olocausto e prevenire futuri atti di genocidio.
Richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ribadisce che “l’Olocausto, che provocò l’uccisione di un terzo del popolo ebraico e di innumerevoli membri di altre minoranze, sarà per sempre un monito per tutti i popoli sui pericoli causati dall’odio, dal fanatismo, dal razzismo e dal pregiudizio”.
Inoltre, la Risoluzione 60/7 riconosce il contributo degli Stati che si sono impegnati nella conservazione della memoria dei siti che fungevano da campi di sterminio nazisti, campi di concentramento e lavoro forzato o prigioni durante l’Olocausto.
L’Olocausto è stato un punto di svolta nella storia, che ha spinto il mondo a dire “mai più”. Il significato della Risoluzione è quella di far in modo di ricordare i crimini del passato per impedire che si ripetano nel futuro.
Il Dipartimento per l’Informazione Pubblica (DPI) delle Nazioni Unite ha assunto la guida nella creazione di una vasta iniziativa, che mira a incoraggiare lo sviluppo di programmi di studio sul tema della Shoah da parte degli Stati Membri delle Nazioni Unite e mobilitare e sensibilizzare la società civile.
Il Dipartimento per l’Informazione Pubblica intraprende ogni anno una serie di attività sul tema. Tra queste: eventi speciali, proiezioni audiovisive, preparazione di contributi accademici e materiali informativi, collaborazioni con organizzazioni intergovernative e altre iniziative, per diffondere la consapevolezza e ricordare le gravi minacce rappresentate dal genocidio e dai crimini contro l’umanità.
La Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto di quest’anno è dedicata al tema “Giornata della memoria: istruire per un futuro migliore”. Il tema sottolinea il fatto che la conoscenza della Shoah ha una dimensione universale e può incoraggiare al rispetto dei diritti umani. L’Olocausto è stato un punto cruciale della nostra storia e gli insegnamenti che ne derivano possono dire ancora molto sui pericoli degli estremismi.




