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Apprezzamenti unanimi ha suscitato l’evento formativo AND dedicato a Educazione sentimentale e adolescenza

L'incontro seminariale si è svolto nell'aula magna dell'ITI "A. Monaco" di Cosenza e ha fatto registrare una nutrita partecipazione molti docenti provenienti dalle varie scuole della Provincia di Cosenza

di REDAZIONE. 

COSENZA – “Educazione sentimentale e adolescenza: un approccio educativo-formativo oltre l’emergenza”. Questo il tema al centro dell’incontro seminariale di formazione moderato da Patrizia Gallo che si è svolto venerdì scorso presso l’Aula Magna dell’ITI “A. Monaco”. Organizzato dall’Associazione Nazionale Docenti al seminario hanno partecipato circa cinquanta professionisti del mondo della scuola provenienti da diversi centri della provincia tra cui Scalea, Praia a Mare, Roggiano Gravina, Castrovillari, Trebisacce, San Marco Argentano, Cassano Allo Ionio, Carolei, Acri, Dipignano oltre a tanti altri loro colleghi cosentini, catanzaresi e reggini.

L’obiettivo principale del percorso formativo è stato quello di aprire un focus di confronto e riflessione sul tema dell’educazione sentimentale nel variegato mondo dell’adolescenza all’interno e fuori dall’istituzione scolastica. I lavori sono stati introdotti con una circostanziata relazione dal presidente nazionale AND prof. Pio G. Sangiovanni. Sono stati tre i punti più significativi dell’intervento che ha aperto il seminario: educazione sentimentale (“che si propone di insegnare alle persone a gestire i propri sentimenti e le proprie emozioni all’interno delle relazioni a due”), educazione affettiva (“che vuole promuovere consapevolezza emotiva, empatia e capacità di stabilire relazioni sane e appaganti”) e educazione emotiva (“che rappresenta la base necessaria per sviluppare le competenze che afferiscono all’educazione affettiva e sentimentale”). “Tutti aspetti riconducibili – ha affermato il presidente nazionale AND – ad un ambito fondamentale dei rapporti e delle dinamiche relazionali che intercorrono fra le persone, del loro modo di essere e di porsi verso l’altro e che sono sicuramente destinate a segnare le storie individuali e collettive in tutti i contesti di vita. Temi con i quali ognuno di noi ha imparato a confrontarsi, a indagarli nei diversi contesti socio-affettivi, lavorativi e relazionali. La scuola e i docenti di tutte le discipline si sono sempre occupati e si occupano quotidianamente di queste tematiche utilizzando come spunto su cui riflettere e lavorare proprio i contenuti disciplinari che hanno a disposizione e che sicuramente non potranno mai essere tacciati di faziosità o partigianeria ideologica. Affrontare e cogliere le sfide della complessità, liquidità o della “gassosità” della società attuale – ha concluso Sangiovanni – ci obbliga ad andare oltre la logica dell’emergenza, in cui le situazioni conflittuali vengono affrontate quando ormai sono diventati fatti di cronaca dai risvolti spesso drammatici”.

Aspetti altrettanto importanti, come le problematiche psico-fisiche dell’adolescente nel periodo scolastico, sono stati trattati da Luciano Di Leone, chirurgo-pediatra dell’ospedale civile “Annunziata” di Cosenza. “Quando si passa dall’età infantile all’età adolescenziale, che è un’epoca di transizione – ha chiarito il medico cosentino – il corpo subisce una sorta di “rivoluzione”. Nel cervello si mette in moto un particolare tipo di processo di maturazione (pruning). Se tale processo di evoluzione non avviene nel modo corretto può generare condizioni di fragilità, depressione, ansia oltre a evidenti difficoltà nell’identità e nelle abilità sociali. Da qui l’emergere di nuove patologie come ritiro sociale, dipendenza da internet, disturbi alimentari, trasgressività e devianza, gesti autolesivi e suicidali”. Di Leone ha poi parlato degli effetti psicologici dei cambiamenti corporei tra cui la mentalizzazione  (fenomeno per cui al corpo viene attribuito un significato relazionale, sociale, sentimentale, erotico, etico e generativo).

Di educazione emotiva nelle scuole e legge 22/2025 ha parlato in videoconferenza la scrittrice e pedagogista pescarese Annalisa Potenza “Le aree primordiali del cervello – ha spiegato la docente abruzzese – sono sede di conflitti. Per questo occorre educare gli adolescenti all’intelligenza emotiva. Questa pratica  aiuta a vivere in un mondo più sereno e pacifico. Se non viene guidato, l’adolescente rischia di essere lasciato solo con tutti i rischi che ne derivano”. Annalisa Potenza non ha dubbi quando afferma che “bisogna imparare a riconoscere le proprie emozioni. Nel momento in cui provo rabbia – ha sostenuto – non devi identificarmi con essa. E’ vero, sto provando rabbia ma io non sono la rabbia”. Poi la conferma di come “le emozioni siano così violente che rischiano di non essere controllate. Per questo abbiamo il dovere di insegnare a controllare  le emozioni ed educare ai sentimenti e all’affettività”. Per la docente pescarese l’obiettivo è far diventare l’educazione all’intelligenza emotiva materia d’insegnamento. L’obiettivo è costruire un mondo migliore e più pacifico”.

Per una didattica e un dialogo educativo che ascolti silenzi, sostenga paure, lenisca ferite, rianimi e accenda prospettive di futuro ha parlato Gianluca Pasquale Todisco, professore a contratto presso l’Università di Salerno. Un altro intervento ricco di spunti oltre che di elevato spessore è stato quello della dott.ssa Elma Battaglia, vice presidente Ordine Assistenti sociali della Calabria. La dott.ssa Battaglia ha parlato di “evidenti emergenze relazionali con circa il 13% di adolescenti che nel contesto europeo, visto anche l’uso massiccio dei social media, convive con problemi di bullismo e cyberbullismo. La scuola insieme alla famiglia – ha proseguito l’esperta – rappresenta il primo luogo dove fare prevenzione. Tali fenomeni non sono circoscritti e limitati a singoli episodi. Purtroppo esistono decine di denunce. In questo senso il declino del supporto familiare è decisamente aumentato”. Infine un monito: “Se i giovani non sono accompagnati da un adeguato supporto rischiamo di perderli. Come assistenti sociali rappresentiamo un ponte ideale tra scuola e famiglia. Per arginare taluni fenomeni e per uscire dall’impasse è fondamentale inoltrare le opportune segnalazioni e creare un’idonea rete di supporto”. In chiusura due perle di saggezza. “I giovani hanno bisogno di ascolto. Ai bambini regaliamo libri”.

Altrettanto interessante e ricco di spunti è stato l’intervento del docente e giornalista reggino Lucio Ficara. “Occorre mettere al centro del dibattito – ha spiegato Ficara – la libertà di insegnamento. Per ottenere buoni risultati, un Paese civile investe in educazione. Per questo la scuola non può stare dentro le maglie del bilancio. Attualmente l’educazione civica contiene un po’ di tutto, mentre per quanto riguarda la legge sull’educazione affettiva credo siamo ancora molto lontani. La vera svolta è riportare al centro ethos, pathos e logos”.

A seguire workshop su pratiche didattiche e strategie relazionali moderato da Daniele Rogano, docente dell’ITI “A. Monaco” di Cosenza e vice presidente AND. L’incontro formativo si è chiuso con le considerazioni finali del presidente Pio G. Sangiovanni che ha parlato di “obiettivi centrati. E’ stata un’occasione – ha detto Sangiovanni – per aprire nuove strade di confronto e ascolto. Non smettiamo mai di imparare. Viviamo di ricerca, formazione e proposte. La Stato deve smettere di considerarci una voce di spesa. Noi tutti rappresentiamo un investimento per il futuro e dobbiamo essere protagonisti della nostra storia. Siamo una categoria fondamentale per il Paese e con noi dovranno confrontarsi”.

Antonio Verri

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