Novembre 30, 2022

banner2

Suonare in caso di tristezza. Dialogo sulla scuola e sulla democrazia

di M. Gloria Calì

 

Il titolo del libro, “Suonare in caso di tristezza”, ha origine da una scritta anonima sul muro vicino al campanello della scuola in cui Peppino (Buondonno) insegna storia e filosofia, e che qualcuno, “per qualche malintesa idea di decoro” ha fatto coprire. Lui, marchigiano, e Beppe (Bagni), toscano, provenienti da due generazioni distinte ma non troppo distanti, da contesti sociali diversi, da due ambiti scolastici tradizionalmente considerati indipendenti, l’umanistico e lo scientifico, impegnati in esperienze politico-culturali di diversa natura ma in certo senso confinanti, dialogano attraverso una serie di lettere (in realtà e-mail) dall’autunno del 2019 a quello del 2020 [1].

L’esplosività storica di quei pochi mesi si riflette nella scansione delle tre parti del libro in cui vengono raccolti i testi: “Prima”, “Durante”, “La seconda ondata”.
I due amici e colleghi si scambiano riflessioni in un sistema di “ricerca comune”, come scrive Buondonno, che non appiattisce le diversità di punti di vista e prospettive, ma li fa camminare insieme sul terreno comune della scuola della Costituzione, per entrambi unico possibile luogo di costruzione della società democratica. La “tristezza” che i due vogliono contrastare con il loro libro, infatti, non è tanto uno stato d’animo individuale, ma una condizione di depressione culturale, di sfiducia nei confronti delle potenzialità emancipanti della scuola, evidente nella gran parte dei soggetti che vivono dentro o intorno la scuola stessa.

All'interno della scuola, i primi soggetti tristi sono insegnanti, ai quali i due associano la metafora della “scintilla spenta”, il venir meno della spinta a considerare il proprio lavoro come leva per cambiare la società. A questa condizione psico-professionale si possono associare cause di tipo salariale ma soprattutto ambientale: Bagni e Buondonno ragionano a lungo su quegli indirizzi politici dominanti che nell’ultimo trentennio hanno sostenuto la costruzione di una società neoliberista attraverso interventi normativi mortificanti e attraverso una spinta forte verso un’innovatività “inevitabile” a senso unico, cioè nel senso aziendalistico a strumentalità digitale. In questo contesto, gli alunni e le alunne sono stati tutti orientati, coerentemente, ad un efficientismo prestazionale in preparazione ad una vita di lavoro e consumo.
Entrambi gli autori, quindi, condividono in pieno la convinzione che c’è una connessione strutturale, inscindibile tra modo di pensare e costruire la società e modo di pensare e costruire il sapere dentro il sistema scolastico.

Per questa ragione fondamentale, ribadiscono i due attraverso le loro lettere, chi insegna deve guardare chi impara con occhi diversi, senza scimmiottare posture giovanilistiche ma assumendo il nuovo sistema relazionale in cui alunni e alunne si muovono, spesso ferendosi più di prima, osservando i nuovi modi di sapere che ragazzi e ragazze praticano, ripristinando con loro e per loro la dimensione collettiva dello scoprire, dell’imparare, del confliggere e non del competere. L’insegnante deve quindi ricostruirsi un ruolo “adulto” senza farsi precedere o rappresentare dall’apparato rigido della conoscenza, ma rendendo il sapere disponibile per i suoi alunni e alunne. “Il problema sostanziale è che la nostra funzione, la nostra possibile utilità (e dunque autorevolezza) dentro questo nuovo mondo è nell’offrire gli strumenti, gli attrezzi problematici e concettuali, affinché non lo vivano in modo subalterno”.

Dal dialogo epistolare emerge chiaramente che questa impresa non è facile ma è necessaria poiché è condizione essenziale per ripristinare la piena funzionalità di quel “nesso tra libertà e sapere” che sta a fondamento della nostra democrazia.


Note

1. Beppe Bagni non è nuovo alla scrittura epistolare: con Rosalba Conserva ha scritto “Insegnare a chi non vuole imparare”; cfr. recensione del 06.04.2015 .

Tratto da: insegnareonline.com

 

 


Stampa   Email
Image

SEDE LEGALE

AND, Viale degli Alimena, 61
87100 Cosenza
Tel. +39 0984645690 - 098427572

© 2021 AND. All Rights Reserved

Image
Policy Cookie

Questo sito utilizza dei cookie che ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie o negare il consenso cliccando su "Leggi Informativa". Proseguendo la navigazione o cliccando su "Accetto" acconsenti all'uso dei cookie.