Febbraio 01, 2023

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Nihil sub sole novum. La scuola ha bisogno di serietà ed impegno, oltre che di nuove risorse

 

E siamo al terzo ministro dell’istruzione in nemmeno due anni di legislatura! Non avremmo potuto trovare miglior prova del basso livello di considerazione politica della scuola nel nostro Paese che tuttavia, paradossalmente, ci restituisce un’immagine opaca ed evanescente della nostra classe politica. Ancora una volta, nihil sub sole novum!

La questione che si pone non interessa tanto chi lascia o subentra, essendo ormai di importanza secondaria il nominativo della persona che guiderà il dicastero. I tempi sono lontani in cui l’acclarata competenza e il prestigio personale erano la precondizione e la cifra per conquistare la poltrona più alta di Viale Trastevere. Pertanto, non ci appassionano le recenti accese polemiche tra detrattori e sostenitori del nuovo ministro. Certo sconcerta, e non poco, quanto emerge dall’intera vicenda.

Il ministro Fioramonti, nel rassegnare le dimissioni ha posto una questione di cruciale importanza, l’inadeguatezza dei fondi per l’istruzione nel nostro Paese. “La scuola -afferma- in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi … le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica”. Una presa di posizione chiara, assunta sin dal suo insediamento e coerentemente sostenuta fino alle dimissioni. Un evento più unico che raro, un’intenzione nota da tempo eppure subita, pur di non incrementare le risorse per l’istruzione.

Una vicenda che lascia basiti, ancor di più per come è stata gestita. Nessun tentativo di entrare nel merito della questione sollevata, nessuna presa di posizione dalle forze politiche. Mentre dietro le quinte si è operato per una rapida ed indolore sostituzione, impegnando le masse con i nuovi e giganteschi mezzi di distrazione. In questo contesto, le dimissioni sono apparse come l’ennesimo sterile avvicendamento, un copione già visto, con le sempre pronte disponibilità al sacrificio per la Patria dei soliti maggiorenti di partito, “se mi chiamano …”, alla scelta spiazzante della nominata, alle stucchevoli polemiche che ne conseguono. Il tutto al fine di sollevare tanto fumo, confondere, distrarre, per mantenere tutto come prima. Ma nessuna risorsa aggiuntiva per la scuola, quelle NO! Mentre subito pronte e disponibili per duplicare le poltrone. Difatti, nello sdoppiamento del dicastero tra università e scuola altra ragione non si scorge se non quella tradizionale e classica della spartizione partitocratica tra le due formazioni politiche governative prevalenti (5 Stelle e Partito Democratico). Ancora una volta, si cambia per non cambiare niente!

In mancanza delle necessarie risorse, l’Italia spende per l’istruzione la metà di quanto spende la Germania ed altri paesi europei, la più bassa percentuale rispetto al PIL, non si comprende quale programma di cambiamento per la scuola si potrà attuare e come si potrà cambiare la condizione dei docenti italiani i cui stipendi sono in coda ad ogni classifica.

Sarebbe ora di dire basta! La scuola ha bisogno di serietà ed impegno e non vorremmo attendere oltre.

 

 


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