È, ormai, necessario e inevitabile la chiusura della scuola!

 

Quanto si temeva puntualmente è arrivato con il suo carico di morte e di rivolte sociali. Peggio del peggior incubo! La crescita esponenziale dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi da Covid-19, rendono palpabile il tempo bruciato in stucchevoli polemiche, dai banchi con rotelle, alle sedie girevoli, alle tante regalie elargite per tacitare le sofferenze patite.

Se i millecinquecento milioni di dollari del cosiddetto "Piano Marshall", erogati all’Italia nel 1947 dagli Stati Uniti, fossero stati spesi in monopattini e bonus vari, anziché ricostruire linee ferroviarie, strade, porti, acquedotti, fognature, case, scuole, industrie e aziende agricole, non saremmo mai divenuti la settima potenza mondiale che ha reso i nostri nonni e i nostri genitori fieri dei sacrifici fatti.

Dal gennaio di quest’anno ad oggi, una sequela di errori e di orrori, di interventi intempestivi e inadeguati, spesso del tutto sbagliati, non hanno in alcun modo modificato lo stato emergenziale, a dispetto e malgrado il proliferare di comitati tecnico scientifici, di varie task force e di commissari straordinari, tutti magnificati da lauti compensi e ribalte mediatiche. Infatti, ancora una volta, in nome dell’eccezionalità della situazione, e senza un reale coinvolgimento democratico, sono sospese libertà fondamentali e adottati provvedimenti destinati ad incidere sulla vita e sul futuro del popolo italiano, ma non sul sostanziale contenimento del virus.

In questo contesto, ritornare a chiudere la scuola per i prossimi quindici giorni rappresenta un evento politicamente temuto, perché l’urlo del silenzio delle aule vuote entra in ogni casa, ma è una misura necessaria per evitare che la scuola diventi un formidabile luogo di rimbalzo e di moltiplicazione dei contagi. Un evento che certamente poteva essere evitato, ma il diritto alla salute di tutti i cittadini e, dunque, di docenti, studenti e famiglie deve essere salvaguardato. Per questi motivi, chiediamo nell'immediatezza la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole, di ogni ordine e grado.