Febbraio 01, 2023

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Progetto di legge 763, abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali

 

Pubblichiamo il testo della relazione del prof. Francesco Greco, presidente dell'Associazione Nazionale Docenti, nell'audizione presso la VII Commissione Istruzione del Senato di giorno 29 novembre 2018.

No alla regionalizzazione dell’istruzione, no all’abolizione del valore legale dei titoli di studio

 

Come si suol dire, se al peggio non c'è mai fine, al meglio non c'è neanche inizio. Ad una ad una, come la sequenza lineare di un effetto domino, le speranze di recuperare oltre un ventennio di politiche devastanti per il nostro sistema di istruzione e di formazione cadono di fronte a proponimenti che mirano oltremodo a disancorare la centralità che la Costituzione assegna alla scuola e all’università nel nostro sistema democratico, quale fattori primari di cambiamento sociale ed economico, di crescita individuale e collettiva.

Dopo la chiamata diretta, prioritario ridefinire gli ambiti territoriali

 

In una nota inviata al ministro dell’Istruzione, il prof. Francesco Greco, Presidente dell’Associazione Nazionale Docenti chiede che si intervenga per modificare profondamente i cosiddetti “Ambiti Territoriali”.

“Salutiamo con favore–scrive il prof. Greco- il recente accordo sulla cancellazione della “chiamata diretta” che anticipa l’eliminazione legislativa di uno degli istituti più deleteri della legge 107/2015 e reindirizza la scuola verso i più consoni binari del rispetto dell’ordinamento costituzionale. Un intervento necessario verso il superamento delle aberrazioni prodotte dall’inveterata “buona scuola” e delle umiliazioni fatte patire ad un’intera categoria professionale.

Decreto dignità e diplomati magistrali, la via maestra è quella legislativa

 

Le nuove forze di governo sappiano riappropriarsi della funzione di indirizzo politico che loro compete, il Parlamento ritrovi la propria competenza legislativa, l’intervento della magistratura cessi di essere la regola e diventi eccezione e si ristabilisca l’equilibrio democratico tra le istituzioni.


Con l’approvazione di un emendamento all’art.4 del “decreto dignità” (decreto-legge n. 87 del 2018) sono stati introdotti i commi da 1 bis ad undecies con cui si è cercato di dare una compiuta regolamentazione alla delicata questione dei diplomati magistrali, i quali, dopo la nota sentenza del mese di dicembre 2017 del Consiglio di Stato, avevano visto naufragare le aspettative di assunzione in ruolo.  A fronte di un paventato licenziamento di massa, si era invocata da più parti una soluzione politica che il precedente governo non era stato in grado di offrire preferendo lasciare ogni decisione ai suoi successori.

Sulla vicenda della scuola di Alessandria, il MIUR faccia chiarezza

 

L’Associazione Nazionale Docenti chiede al Ministro un’ispezione che accerti i fatti.

La vicenda occorsa l’8 febbraio 2018 ad una docente di una classe prima dell’Istituto Tecnico Commerciale “Leonardo Da Vinci” di Alessandria, venuta alla luce sulla stampa nazionale solo nei giorni scorsi, ha destato scalpore e suscitato varie riflessioni sul decadimento del rapporto insegnanti-alunni-genitori, specchio della crisi di valori della società odierna, che rende difficile la collaborazione ed il dialogo all’interno della comunità educante.

Sospendere i docenti, una pretesa autoritaria inaccettabile

 

La difesa ad oltranza della pretesa di poter sospendere i docenti da parte dell’organizzazione sindacale dei dirigenti scolastici fa il pari con i tratti autoritari impressi alla figura del dirigente scolastico dalla legge 107/2015 e rende evidente la deriva verso cui è scivolata la scuola e la condizione dei docenti italiani.

Scuola, sanzioni disciplinari per i docenti

 

Si affrontino le questioni con logiche condivise e di sistema.

Sconcerta non poco la querelle di questi giorni tra le organizzazioni sindacali firmatarie lo scorso 19 aprile 2018 del CCNL, l’ANP e lo stesso Miur, riguardo la responsabilità disciplinare del personale docente ed educativo.

È evidente che il combinato disposto dell’art. 12 e dell’art. 29, del suddetto contratto, delineano un chiaro rafforzamento del poter disciplinare in capo ai dirigenti scolastici in perfetta coerenza con il modello di scuola ex legge 107/2015, basato sull’idea che, per consentire l’efficace esercizio dei poteri dirigenziali, sia necessario eliminare ogni forma di partecipazione, confronto e dissenso democratico.

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