Ottobre 24, 2021

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NO ALLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE SCUOLE!

 

Una misura demagogica che annichilisce e mortifica il lavoro degli insegnanti

Preoccupa il procedere, senza ostacoli, dell’iter di approvazione del disegno di legge n. 480, del 6 aprile 2018, nato da un’iniziativa della deputata di Forza Italia, Annagrazia Calabria, approvato dalla Camera dei deputati nell’ottobre scorso e ora all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato, che prevede l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso in asili, scuole dell’infanzia oltre che in strutture socio sanitarie per anziani.

Ancora fango sulla scuola e sui docenti, grave scorrettezza dalla stampa

 

"Le parole hanno il potere di distruggere e di creare."

(Buddha)

 

Il caso di Prato, di asseriti atti sessuali di una donna di 35 anni con un ragazzo di 15 anni al quale impartiva lezioni private, è servito, ancora una volta, per gettare discredito sulla scuola e sui docenti. È stato sufficiente il collegamento con l’attività di insegnamento per dare la stura a titoli giornalistici che, in modo non tanto velato, hanno insinuato che la donna fosse un'insegnante della scuola italiana, mentre, in realtà, si tratta di una persona “che lavora nel settore sanitario e che si occupa di ripetizioni nel tempo libero”.

L’autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche, prospettiva concreta o «utopia imperfetta»?

Prof. Fabio Saitta, Professore ordinario di Diritto amministrativo, Università di Catanzaro


Sommario: 1. Riprendendo un ragionamento svolto quindici anni fa. – 2. Decentramento del servizio nazionale di istruzione ed autonomia delle istituzioni scolastiche: dalla riforma costituzionale del 2001 alla c.d. «buona scuola». – 3. L’autonomia scolastica in Europa: un sintetico quadro d’insieme. – 4. L’autonomia statutaria delle università e degli istituti dell’Alta formazione artistica e musicale: spunti di riflessione. – 5. Le (persistenti) ragioni a favore del riconoscimento dell’autonomia statutaria delle scuole.


Inqualificabile e grave attacco personale alla sen. Bianca Laura Granato


Quando sono indeciso fra piangere e ridere, scelgo di ridere fino alle lacrime.

(Cannonav, Twitter)


Se ci fossimo messi di impegno non saremmo riusciti a dare miglior prova delle aberrazioni prodotte dal dirigismo scolastico come invece son riusciti a fare nelle poche righe di un documento rivolto alla Sen. Bianca Laura Granato, i rappresentanti di una associazione sindacale di dirigenti scolastici (Dirigenti Scuola Di. S. Conf.), rea, ai loro occhi, di aver presentato due disegni di legge volti a ridimensionare l’abnorme potere conferito ai Dirigenti Scolastici dalla “Buona Scuola” di renziana memoria, ma di triste attualità.

Il grande inganno del cambiamento, la scuola ancora tradita?

 

Cancellare la legge 107/2015, un imperativo categorico per la nuova compagine politica.

Non c’è stato un evento pubblico sulla scuola, prima dell’attuale legislatura, in cui non abbiano partecipato parlamentari o attivisti dei 5 Stelle e della Lega e che nei loro interventi non abbiano arringato i partecipanti con la frase, gridata in ogni dove, “quando andremo noi al governo cancelleremo la legge 107/2015”.

Regionalismo (differenziato) e diritti

 

Appunti a ri-lettura del novellato titolo V Cost, fra unità repubblicana, principio di eguaglianza ed esigenze autonomistiche

Prof. Silvio Gambino, Università della Calabria

Progetto di legge 763, abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali

 

Pubblichiamo il testo della relazione del prof. Francesco Greco, presidente dell'Associazione Nazionale Docenti, nell'audizione presso la VII Commissione Istruzione del Senato di giorno 29 novembre 2018.

La cruna dell’ago. Educazione e diseguaglianze tra giustizia sociale, democrazia e individualismo all’inizio del XXI secolo

 

Prof. Mario Caligiuri, Professore straordinario all’Università̀ della Calabria, dove insegna Pedagogia della comunicazione.

No alla regionalizzazione dell’istruzione, no all’abolizione del valore legale dei titoli di studio

 

Come si suol dire, se al peggio non c'è mai fine, al meglio non c'è neanche inizio. Ad una ad una, come la sequenza lineare di un effetto domino, le speranze di recuperare oltre un ventennio di politiche devastanti per il nostro sistema di istruzione e di formazione cadono di fronte a proponimenti che mirano oltremodo a disancorare la centralità che la Costituzione assegna alla scuola e all’università nel nostro sistema democratico, quale fattori primari di cambiamento sociale ed economico, di crescita individuale e collettiva.

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