Giugno 28, 2022

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Concorso dirigenti scolastici, il tempo delle scelte

 

La sentenza impone una scelta: cambiare il sistema di governo delle scuole, preside eletto e organi di governo elettivi

 

 

Errare humanum est,

perseverare autem diabolicum

 


“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, scriveva Manzoni e, pur tuttavia, vi sono momenti in cui non si può più indugiare, chi ha la responsabilità politica di scegliere, deve scegliere! Conservare lo status quo? Conservare un sistema inadeguato alla sua missione o cambiare?

Per cambiare ci vuole coraggio e determinazione, qualità sempre più rare nei nostri politici. Più facile lasciare che il sistema si anemizzi, lasciando poi ad altri la responsabilità ed il coraggio delle decisioni. Oppure no?


Superare il modello dirigistico, un imperativo categorico

 

Occorre introdurre l’elettività degli organi di governo (preside elettivo), la carriera per i docenti e un organismo di garanzia della libertà di insegnamento (Consiglio Superiore della Docenza).

Urgente istituire un organo di garanzia della libertà di insegnamento

 

Un Consiglio Superiore della Docenza, con competenze su stato giuridico e procedimenti disciplinari


«Appare evidente - afferma il prof. Francesco Greco, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti - che vicende come quella che ha riguardato la prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, di Palermo, non debbano più accadere».

Rettifiche mobilità 2019, dall’AND sostegno legale agli interessati

 

A poche ore dalle operazioni di mobilità il MIUR ha reso noto di aver proceduto ad annullamento e revoca di trasferimenti già eseguiti, pubblicati e comunicati ai diretti interessati.

A livello nazionale, i trasferimenti revocati risultano essere 352 (8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado) e le rettifiche movimento: 573.

Vicenda della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria. Grave attacco alle libertà fondamentali, intervengano le Autorità di garanzia

 


“… le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C’è una certa resistenza;

in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata”

 P. Calamandrei, Roma, 11 febbraio 1950

 

 


La vicenda della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, di Palermo, a cui è stata inflitta una sanzione disciplinare per aver “consentito” agli studenti, in occasione della Giornata della memoria, di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale Decreto sicurezza, è di una gravità inaudita e perfino non credibile (se i fatti non lo confermassero).

Regionalismo differenziato, i giorni della merla

 

Non può non vedersi come nel progetto autonomistico vi sia uno spregiudicato e grave tentativo di operare un’inversione nel sistema dei diritti e dei bisogni dei cittadini italiani che non saranno più declinati in termine di cittadinanza, ma di appartenenza a questa o quella regione.

È sciopero. Su la testa!

 

L’intesa raggiunta tra Governo e sindacati nell’incontro del 24 aprile scorso, con la promessa di nuovi concorsi e nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari, si è conclusa con la volontà di reperire maggiori risorse economiche da aggiungere a quelle previste dalla manovra del 2019 per migliorare la condizione retributiva dei docenti.

Elezioni, i 5 Stelle di fronte alle loro responsabilità

 

Si riprenda il dialogo con il mondo della scuola, per cambiare davvero.

Può un movimento politico promettere “il grande cambiamento” su temi cruciali, e particolarmente avvertiti, e poi, ricevuto un altissimo consenso elettorale come mai era avvenuto nella storia del nostro Paese, dimenticare le promesse fatte? Certamente no! Certamente non dimenticano le tante persone che nelle promesse hanno creduto e che con il proprio voto hanno permesso a delle “persone qualunque” di divenire parlamentari e ministri! Certamente non dimenticano quei settori sociali che sono stati duramente colpiti da politiche ingiuste e deleterie contro le quali hanno lottato e attivato azioni di contrasto sociale, spesso eclatanti, a cui anche rappresentanti del movimento 5 Stelle hanno partecipato dichiarando pubblicamente che una volta al governo avrebbero “cambiato”!

Ambiti e chiamata diretta, cosa succerà il prossimo anno scolastico?

 

Abrogare la legge 107/2015, una promessa smentita dai fatti!

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