Ottobre 24, 2021

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Regionalismo differenziato, i giorni della merla

 

Non può non vedersi come nel progetto autonomistico vi sia uno spregiudicato e grave tentativo di operare un’inversione nel sistema dei diritti e dei bisogni dei cittadini italiani che non saranno più declinati in termine di cittadinanza, ma di appartenenza a questa o quella regione.

Elezioni, i 5 Stelle di fronte alle loro responsabilità

 

Si riprenda il dialogo con il mondo della scuola, per cambiare davvero.

Può un movimento politico promettere “il grande cambiamento” su temi cruciali, e particolarmente avvertiti, e poi, ricevuto un altissimo consenso elettorale come mai era avvenuto nella storia del nostro Paese, dimenticare le promesse fatte? Certamente no! Certamente non dimenticano le tante persone che nelle promesse hanno creduto e che con il proprio voto hanno permesso a delle “persone qualunque” di divenire parlamentari e ministri! Certamente non dimenticano quei settori sociali che sono stati duramente colpiti da politiche ingiuste e deleterie contro le quali hanno lottato e attivato azioni di contrasto sociale, spesso eclatanti, a cui anche rappresentanti del movimento 5 Stelle hanno partecipato dichiarando pubblicamente che una volta al governo avrebbero “cambiato”!

Ambiti e chiamata diretta, cosa succerà il prossimo anno scolastico?

 

Abrogare la legge 107/2015, una promessa smentita dai fatti!

Urgente istituire un organo di garanzia della libertà di insegnamento

 

Un Consiglio Superiore della Docenza, con competenze su stato giuridico e procedimenti disciplinari


«Appare evidente - afferma il prof. Francesco Greco, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti - che vicende come quella che ha riguardato la prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, di Palermo, non debbano più accadere».

Aggressione ai docenti, il Miur parte civile? Ancora solo dichiarazioni

 

La nostra richiesta di una forte ed autorevole presa di posizione da parte delle istituzioni a difesa dei docenti aggrediti non ha ancora trovato riscontro, benché, per come riferito al question time, “solo nel 2018 sono state 33 le aggressioni ai docenti denunciate”. Auspichiamo che, sulla questione, dalle dichiarazioni si passi ai fatti.

Vicenda della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria. Grave attacco alle libertà fondamentali, intervengano le Autorità di garanzia

 


“… le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C’è una certa resistenza;

in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata”

 P. Calamandrei, Roma, 11 febbraio 1950

 

 


La vicenda della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, di Palermo, a cui è stata inflitta una sanzione disciplinare per aver “consentito” agli studenti, in occasione della Giornata della memoria, di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale Decreto sicurezza, è di una gravità inaudita e perfino non credibile (se i fatti non lo confermassero).

Ripensare la scuola, ripensare la professione docente*

 “L’intelletto ha i suoi pregiudizi, il senso le sue incertezze,

la memoria i suoi limiti, l’immaginazione le sue oscurità,

gli strumenti la loro imperfezione.

I fenomeni sono infiniti, le cause nascoste, le forme transitorie.

Contro tanti ostacoli che troviamo in noi stessi e che la natura ci oppone,

disponiamo solo di un’esperienza lenta e di una riflessione limitata.

Queste sono le leve mediante le quali la filosofia si è proposta di sollevare il mondo”

D. Diderot

 


Il tema delicato e impegnativo meriterebbe più che una riflessione e la sagacia di chi sa che ogni ragionamento sulla scuola e sulla professione docente, per non apparire epidermico e banalizzante, deve tener costantemente presente la complessità dei sistemi educativi, la particolarità dei processi che ne animano la vita, le difficoltà interpretative delle categorie analitiche con cui se ne osserva il progredire. E, soprattutto, non dimenticare che “l’intelletto ha i suoi pregiudizi”, come scrisse l’illuminista Diderot, “il senso le sue incertezze, la memoria i suoi limiti, l’immaginazione le sue oscurità, lo strumento le sue imperfezioni” e che “i fenomeni sono infiniti, le cause nascoste, le forme transitorie”.


È sciopero. Su la testa!

 

L’intesa raggiunta tra Governo e sindacati nell’incontro del 24 aprile scorso, con la promessa di nuovi concorsi e nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari, si è conclusa con la volontà di reperire maggiori risorse economiche da aggiungere a quelle previste dalla manovra del 2019 per migliorare la condizione retributiva dei docenti.

Accordo governo sindacati, sulla scuola decideranno i posteri ...

                 ... FATTO L'ACCORDO, TROVATO L'INGANNO


Esultano le note sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA per il nuovo successo, l’ultimo di una lunga serie, frutto della loro preziosa interlocuzione con il governo in carica, che porterebbe, a loro dire, tanti benefici alla problematica situazione della scuola pubblica. Il trionfo ovviamente è amplificato dai media, che non tralasciano di celebrare la immediata revoca dello sciopero previsto per il 17 Maggio, con grande sollievo generale.


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