Giugno 29, 2022

banner2

STIPENDI INSEGNANTI, UNA VERGOGNA NAZIONALE! PRONTI ALLA PROTESTA.

 

La Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza del 2019 smentisce clamorosamente gli impegni del Governo in materia di istruzione. Le risorse destinate alla scuola non aumenteranno, ma addirittura diminuiranno (pag. 48, TAVOLA R1: PREVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA IN PERCENTUALE DEL PIL), dall’attuale 3,6% del PIL passeranno al 3,4% nel 2020, con una previsione verso il 3,0% negli anni successivi. In netta controtendenza rispetto ai Paesi OCSE.

Una scuola democratica, per insegnare in condizioni di libertà*

 

Superare la visione economicistica e tecnocratica che fa male alla scuola, fa male ai nostri studenti, fa male ai docenti, fa male al Paese, fa male a tutti noi.

Nella giornata mondiale degli insegnanti ho letto con grande interesse il messaggio della direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, intitolato "Teaching in Freedom, Empowering Teachers": “Insegnare in condizioni di libertà, far sentire gli insegnanti più forti, rafforzarli, dar loro autorità”.

L’ossessione dei politici nostrani, i docenti non devono fare politica

 

Da qualche tempo nelle esternazioni di certi politici rimbalza una rutilante affermazione: “i docenti non devono fare politica!” Un’inedita ossessione o finalmente l’inizio di una presa di coscienza sul ruolo che il mondo della scuola può svolgere, quale coscienza critica della società, sugli esiti elettorali nel nostro Paese?

Di certo qualcuno, che di recente si è/non si è occupato della scuola ne ha consapevolezza.

La laicità dello Stato è una conquista delle moderne democrazie, una garanzia a tutela di ogni cittadino.

 

Ha fatto molto discutere quanto dichiarato in una intervista alla Rai Radio 2 dal ministro dell’istruzione Fioramonti circa la sua contrarietà alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà, il ministro si è limitato all’affermazione che la scuola deve essere laica, ma tanto è bastato a riaprire polemiche mai sopite tra le fazioni dei pro e contro, in un eterno sterile contrasto ideologico.

L’Associazione Nazionale Docenti con la seguente nota intende ribadire quanto già acquisito al patrimonio culturale comune degli italiani e ritiene inaccettabile l’evidente strumentalizzazione delle parole del ministro da parte di alcuni politici e mezzi di informazione.

Solidarietà e vicinanza alla famiglia del carabiniere Mario Cerciello Rega

 

L’Associazione Nazionale Docenti esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia del giovane vice brigadiere Mario Cerciello Rega barbaramente ucciso in circostanze ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e all’Arma dei Carabinieri.

Invertire il declino della scuola italiana, lettera a Fioramonti

 

Nella lettera augurale al neo ministro dell'Istruzione e dell’Università, Lorenzo Fioramonti, abbiamo colto l’occasione per ribadire l’urgenza di azioni concrete per porre la scuola pubblica al centro delle politiche del Governo, quale fattore strategico di sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese.

 

***

Autonomia differenziata, la posta in gioco è la libertà

 

Non tanto e non solo rispetto alle questioni che sembrano dirimenti nella concitata trattativa politica di queste ore, e cioè le diversificate condizioni di lavoro per i docenti o l’ipotesi di contratti e stipendi diversi a parità di funzione. Ma proprio sul senso profondo di quella funzione. Del suo irrinunciabile, ampio respiro culturale e politico; quell’ampio respiro culturale e politico che ancora appartiene a ogni docente e a ogni singolo studente.

 

Con l’autonomia scolastica differenziata la posta in gioco non sono i soldi. La posta in gioco è la libertà.

Al nuovo governo i nostri sei punti per cambiare la scuola

 

Con l'auspicio che il nuovo governo metta al centro del suo programma la scuola, riproponiamo i nostri sei punti  de "La scuola che vogliamo".

La scuola non è un servizio, è un’istituzione

 

La scuola è un’istituzione con un preciso mandato costituzionale. Ecco perché non può essere regionalizzata.

Partiamo dal testo della Costituzione, il cui Titolo V fu novellato nel 2001 dal centro-sinistra con una riforma parlamentare, poi suggellata da un referendum nazionale confermativo.

Il terzo comma dell’articolo 116 precisa che ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’art. 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l) n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’art. 119.

Image

SEDE LEGALE

AND, Viale degli Alimena, 61
87100 Cosenza
Tel. +39 0984645690 - 098427572

© 2021 AND. All Rights Reserved

Image
Policy Cookie

Questo sito utilizza dei cookie che ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie o negare il consenso cliccando su "Leggi Informativa". Proseguendo la navigazione o cliccando su "Accetto" acconsenti all'uso dei cookie.