Novembre 30, 2022

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No alla esternalizzazione dei servizi nelle scuole, no ai progettifici

Comunicato stampa

Il miglioramento della scuola passa anche attraverso il recupero dell’efficienza di quei servizi essenziali ad assicurarne il funzionamento. La esternalizzazione delle pulizie non ha fatto altro che duplicare un servizio già affidato a personale interno, con evidente sottrazione di risorse ad altre attività essenziali per le scuole. Per questo, bene ha fatto il ministro a sollevare il problema. Altrettanto farebbe se intervenisse per sgravare le scuole di tutte quelle attività che non rientrano nella sua missione. Le scuole non sono progettifici, l’autonomia non può significare fare altro tranne che scuola. Occorre che ogni attività che si svolge nelle scuole sia riconducibile alla sua missione, per i suoi effetti sulla didattica e sugli apprendimenti. Altrimenti è altro e, dunque, deve rimanere fuori dalla scuola!

Scuola, si all’insegnamento di storia delle religioni

Comunicato stampa

Quanto più è protetto in Italia l’insegnamento della «religione cattolica», tanto più gli italiani rimangono ignoranti in tema religioso, un argomento certamente essenziale per qualunque essere umano. Dovrebbe allora essere inserito negli attuali ordinamenti didattici l’insegnamento di Storia delle religioni, impartito da un docente reclutato con gli stessi strumenti giuridici che valgono per ogni altra disciplina e, naturalmente, sottoposto solo all’autorità delle istituzioni della Repubblica. Sarebbe, questo, un modo per fermare quel processo di progressivo controllo della Chiesa cattolica sulla vita della nostra Nazione che ha impedito di attuare uno dei principi fondamentali della vita pubblica: «libera Chiesa in libero Stato». Per queste ragioni, chiediamo al Governo e al Parlamento che tale proposta venga seriamente considerata e, al di là delle strumentalizzazioni che non giovano né alla scuola né alla Chiesa, che sulla questione si apra un serio dibattito che abbia al centro la formazione di una coscienza consapevole di quei principi essenziali di cui le religioni sono portatrici.

A scuola senza geografia

Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.

Nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali in via di definizione la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata.

I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

 È possibile sottoscrivere l’appello on-line collegandosi al sitowww.aiig.it

 

No a norme che limitano la libertà sul WEB e nelle piazze

Comunicato Stampa

È davvero singolare pensare, nell’era della comunicazione globale, ad interventi normativi volti a coartare la libertà di espressione sul WEB e quella di manifestare liberamente nelle piazze. Altri Paesi, come la Cina e l’Iran, l’hanno fatto. Da noi proporli non può che suscitare indignazione ed offesa alla coscienza democratica. L’Italia ha leggi che perseguono efficacemente eventuali abusi, com’è confermato dalle molteplici sentenze di condanna. C’è da chiedersi allora a quale idea di libertà si riferiscono quei satrapi della politica che li propongono perché sarebbe assai curioso che possano immaginare la libertà degli altri ben chiusa in una gabbia e la propria indefinita e, ancor più curioso, che possano pensare di intervenire su quella parte intangibile della nostra Costituzione, non modificabile da alcuna maggioranza parlamentare, con la falsa pretesa di adeguarla alla Costituzione materiale.Le idee degli altri possono anche non essere condivise, ma certo nessuno, in un Paese democratico, può imporre le proprie!

Riforma università

Documento unitario delle associazioni della docenza universitaria

Riordino secondo ciclo, audizione AND

Audizione VII Commissione Cultura del Senato

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