Maggio 15, 2021

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Petizione per la creazione di Classi di Concorso SPECIFICHE JAZZ

 

PETIZIONE RIVOLTA AL MIUR

L’assenza di specifiche classi di concorso di strumento Jazz impedisce l’accesso all’insegnamento nei Licei musicali dei docenti in possesso dei relativi titoli di studio. Tale situazione oltre a generare una profonda iniquità tra strumentisti classici, per i quali invece sono state definite le diverse classi di concorso, e strumentisti Jazz si rileva gravemente lesiva anche delle legittime aspettative degli studenti frequentanti i corsi di studio in strumento Jazz, oltreché porre una pesante ipoteca sul futuro dei corsi Jazz nei Conservatori italiani che potrebbero presto trovarsi senza nuovi iscritti.

Necessarie specifiche classi di concorso per l’insegnamento di strumento Jazz

 


L’assenza di specifiche classi di concorso di strumento Jazz impedisce l’accesso all’insegnamento nei Licei musicali dei docenti in possesso dei relativi titoli di studio. Tale situazione oltre a generare una profonda iniquità tra strumentisti classici, per i quali invece sono state definite le diverse classi di concorso, e strumentisti Jazz si rileva gravemente lesiva anche delle legittime aspettative degli studenti frequentanti i corsi di studio in strumento Jazz, oltreché porre una pesante ipoteca sul futuro dei corsi Jazz nei Conservatori italiani che potrebbero presto trovarsi senza nuovi iscritti.

Gli esami di Stato ai tempi del coronavirus: ma perché?

 

1. Preliminarmente, sento il dovere di indicare i titoli che in certo senso qualificano e giustificano il mio intervento.

Nel lontanissimo 1966, per la prima volta nella storia della letteratura giuridica, un’Enciclopedia (adopero subito il carattere maiuscolo perché doveroso per indicare quello che, fondato da un poker d’assi del livello di Salvatore Pugliatti, Massimo Severo Giannini, Costantino Mortati ed Angelo Falzea, su benemerita istigazione editoriale di Antonino Giuffrè, sarebbe divenuto un autentico monumento al diritto, con i 40 volumi dell’Enciclopedia del diritto) dedicava una “voce” all’esame di Stato.

È tempo della sveglia!

 

 

Quanto scrive Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera del 4 giugno 2020, lo vado scrivendo e predicando in ogni sede da vent'anni. I docenti italiani rappresentano la più corposa categoria del pubblico impiego, ma non riescono ad essere “corpo”, cioè una categoria unitaria che, anche con la forza dei numeri, possa far valere le ragioni di professionisti che svolgono una nobile professione, tanto che nello stesso ambiente in cui operano sono considerati dalla propria amministrazione una categoria residuale, più in basso dello stesso personale amministrativo.

Scuola, i docenti no a riaperture parziali

 

Dal sondaggio nazionale promosso dall’Associazione Nazionale Docenti, presieduta dal Prof. Francesco Greco, e realizzato in collaborazione con Open Calabria, il think tank indipendente coordinato dal Prof. Francesco Aiello, ordinario di Politica Economica dell’Unical, l’85% dei docenti dice no ad aperture parziali, con frequenza degli studenti a giorni alterni.

Settembre bussa alla porta. La scuola aprirà quella porta?

 

Il settore scolastico, per i suoi elementi strutturali e funzionali, presenta una elevata complessità di gestione riguardo alle misure di sicurezza sanitaria da adottare per prevenire situazioni di contagio da COVID-19. Una delle caratteristiche chiave del modo di essere e di funzionare della scuola è quella aggregativa che, nel contempo, la rende ad alto rischio di contagio. E poiché, l’aggregazione si realizza in modo perdurante nelle classi, ogni misura di prevenzione e di sicurezza non può che partire da questo livello dell’organizzazione scolastica.

Forte preoccupazione per l’esame di Stato in presenza: il 70% dei docenti italiani dice no.

 

È quanto emerge dal sondaggio nazionale sulla didattica a distanza (DAD) e l'esame di Stato promosso dall’Associazione Nazionale Docenti, presieduta dal Prof. Francesco Greco ed è stato realizzato in collaborazione con Open Calabria, il think tank indipendente coordinato dal Prof. Francesco Aiello, ordinario di Politica Economica dell’Unical.

Emergenza Covid-19, una grande opportunità per cambiare la scuola

Da circa un ventennio l’introduzione nel settore pubblico di logiche ispirate a modelli aziendali, l’impiego di meccanismi concorrenziali, il decentramento politico-amministrativo, con trasferimenti di poteri dallo Stato alle regioni e agli enti locali, hanno cambiato le condizioni della sanità e dell’istruzione nel nostro Paese.

Sondaggio sulla didattica a distanza (DAD) e sull'esame di maturità

 
 

L'Associazione Nazionale Docenti (https://docenti.one) e l'Associazione OpenCalabria (www.OpenCalabria.com) hanno avviato un sondaggio sulla DIDATTICA A DISTANZA (DAD) adottata in occasione del periodo di sospensione delle attività didattiche tradizionali a causa dell'epidemia del Covid-19.

L'obiettivo del sondaggio è capire (a) le modalità con cui si è svolta la DAD, (b) le potenzialità, (c) il grado di partecipazione degli studenti, (d) il contributo al processo di apprendimento, (e) come affrontare l'esame di maturità.

Il sondaggio è rivolto ad insegnanti di ogni grado di scuola (dall’infanzia alla secondaria di secondo grado) e sarà attivo fino al 14/05/2020.

I dati e le informazioni sono raccolti in modo anonimo. La divulgazione dei risultati riguarderà solo dati aggregati.


 

Per compilare il questionario clicca  su Sondaggio sulla Didattica a Distanza (DAD) e sull’esame di maturità 

 

 

 

 

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