Giugno 20, 2021

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La centralità della scuola dell'infanzia nel sistema nazionale come risorsa e patrimonio di competenze al servizio del territorio

L'apertura di un tavolo tecnico presso il Miur per discutere della cosiddetta "Delega 0/6", di cui all'art. 1 comma 181 lettera e, della Legge 107/2015 ("istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni..."), é senz'altro un fatto importante anche se non può non essere taciuto il metodo poco lineare seguito da parte del Ministero, di convocare le rappresentanze del mondo della scuola senza fornire alcuna ipotesi di provvedimento sulla quale confrontarsi.

Salvaguardare la specificità della scuola dell’infanzia

Tavolo tecnico al Miur su Sistema Integrato di educazione e istruzione (0/6)

 Si è svolto lo scorso 13 ottobre 2015, presso il Ministero dell’Istruzione, il tavolo tecnico che interessa la delega su Sistema Integrato di educazione e istruzione (0/6), di cui al comma 181, lettera e) dell’art. 1, della legge 107/2015.

Per l’Associazione Nazionale Docenti è intervenuto il presidente prof. Francesco Greco, di cui sotto riportiamo il testo dell’intervento.

All’incontro ha partecipato in rappresentanza del Governo il sottosegretario Davide Faraone.

DDL “buona scuola”, petizione del Presidente Ferdinando Imposimato

Il Presidente Ferdinando Imposimato deposita presso gli uffici della Camera dei Deputati una petizione ex art. 50 della Costituzione “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.

Il DDL sulla scuola votato dal Senato lo scorso 25 giugno dovrebbe essere esaminato e votato dalla Camera, in seconda lettura, il 7 luglio 2015.

Con la petizione –afferma Imposimato- si sottolinea l’esigenza di un’organica visione delle esigenze strutturali della scuola. Uno sforzo che - diceva Moro - è un preminente dovere della collettività nazionale verso le fondamentali esigenze che la scuola è chiamata a soddisfare per lo sviluppo della vita democratica.

L'annuncio del concorso, tra indiscrezioni e verità

Iniziano a circolare le prime indicazioni, o indiscrezioni, sul Concorso che La Buona Scuola ha previsto per reclutare docenti. Nel caos generale che regna nelle scuole, con organici non definitivi, per buona parte costituiti da supplenti, malgrado i proclami e le stucchevoli rassicurazioni del Ministro e dei suoi più stretti collaboratori in materia di stabilizzazione e di continuità didattica; con migliaia di insegnanti di sostegno in meno rispetto alle esigenze; con migliaia e migliaia di precari che non hanno ancora percepito nemmeno l'indennità di disoccupazione; con le graduatorie non definitive, a causa di inspiegabili e ingiustificati ritardi con cui il Miur ha condotto le procedure di aggiornamento, tutte On Line...

AND, sciopero breve. La nota del MIUR

L'AND ha proclamato lo sciopero breve di un’ora per tutto il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado per i primi due giorni stabiliti dai calendari dei singoli istituti per l’effettuazione degli scrutini.

Lo sciopero riguarda le attività funzionali all’insegnamento relative alle operazioni di scrutinio finale ad esclusione di quelle relative alle classi terminali solo nei casi in cui gli scrutini siano propedeutici agli esami conclusivi dei cicli di istruzione.

Giornata mondiale degli insegnanti, una Raccomandazione dimenticata

Ripubblichiamo quest'articolo del Prof. Francesco Greco del 5 ottobre del 2009, a testimonianza di come pur essendo trascorso oltre un lustro da quando lo scrisse la condizione degli insegnanti non solo non è migliorata, ma addirittura gravemente peggiorata. Lasciamo a chi legge ogni considerazione. Per quanto ci riguarda rinnoviamo per tutti gli insegnanti il messaggio con cui il prof. Greco conclude l'articolo:

"Le particolari difficoltà del momento che interessa la condizione dei docenti ci induce a far nostro, e ad inoltrarlo agli insegnanti italiani, il messaggio congiunto sottoscritto nel 2004 dai rappresentanti dell’Unesco, dell’ILO, dell’UNDP e dell’Unicef: “In questo giorno dedicato agli insegnanti, come d’altra parte in ogni altro giorno, la prima parola da dire è molto semplice: Bravi e grazie. Non lo si ripeterà mai abbastanza né nella famiglia delle Nazioni Unite né nel vostro contesto quotidiano. Vi siamo molto riconoscenti per esservi impegnati in questa professione, così essenziale per ogni società, e di continuare ad esercitarla, a dispetto – e spesso a motivo – delle sfide che dovete affrontare”.

Audizione al Senato, il testo della relazione dell'AND

Roma, 27 maggio 2015, Senato, Audizioni Uffici di Presidenza Congiunti

Pubblichiamo il testo della relazione dell’AND sul DDL 1934 tenuta presso il Senato della Repubblica lo scorso 27 Maggio 2015 di fronte agli uffici di presidenza congiunti di Senato e Camera.

 

La fine della scuola pubblica

Da un Governo, a torto definito di sinistra, il Paese si aspettava una riforma che effettivamente mettesse al centro di una politica di progresso sociale l’istruzione e con essa il futuro delle giovani generazioni.

Invece, sin dai primi documenti, che seguirono gli annunci rutilanti e demagogici del presidente del Consiglio, è apparso chiaro che la scuola, poco permeabile a nepotismi e clientele, doveva essere colpita nei suoi sistemi di garanzia, essere piegata ai condizionamenti delle caste politiche abituate a far sentire il loro respiro in ogni ambito della pubblica amministrazione.

Il nuovo dirigente della buona scuola ? Un mostro giuridico

Riuscirà la politica, quella “buona”, se ancora esiste, a riportare la discussione sulla riforma della scuola sui giusti binari di merito delle questioni, togliendola finalmente dall’assillo dei proclami e delle battute ad effetto, che nulla hanno a che vedere con la sostanza di ciò che si deve effettivamente decidere ? Sono ormai in molti a chiederselo, anche se tira una brutta aria mentre la tensione aumenta e il rischio che il tutto si risolva nella classica tempesta in un bicchier d’acqua è molto alto. Al Senato, comunque, ci sono tutte le possibilità che il progetto di riforma targato Renzi-Giannini possa essere smontato e ricondotto alla sostanza delle cose, basta solo che la politica faccia davvero un salto di qualità, abbandonando le logiche e gli interessi di singoli o di gruppi, le consorterie e gli inconcludenti tatticismi distanti anni luce dai problemi della scuola e da quelli degli italiani.

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