Nella Legge di Bilancio 2021, forse nuove assunzioni per il sostegno

Stanziati 1,2 miliardi nella Legge di Bilancio 2021 per un piano pluriennale di assunzioni sul sostegno.

Le nuove assunzioni saranno orientate ai docenti specializzati. Le università devono prepararsi a garantire più specializzazioni sul sostegno.

“Si tratta di un Piano importante di cui la scuola sente il bisogno da tempo. Ho iniziato a lavorarci da quando sono diventata Ministra. Per farlo ho interloquito con le Associazioni che rappresentano le famiglie degli studenti con disabilità, costruendo con loro un percorso condiviso. Non è dunque qualcosa che facciamo da soli, ma insieme a loro. Dobbiamo recuperare un ritardo ventennale. Ma siamo in cammino”, afferma la ministra Azzolina.

Il sostegno detiene ora il record di precari, con 80 mila supplenze annuali su 180 mila posti complessivi e appena 101.164 docenti di ruolo. Il numero assunzioni potrebbe essere incrementato fruendo, anche indirettamente, dei fondi che l’Unione europea concederà all’Italia attraverso il Recovery Fund.

Una svolta per gli alunni disabili, perché due su tre sono costretti ogni anno a cambiare docente. Una vera emergenza: secondo recenti calcoli ben 170 mila ragazzi (il 59% del totale) sono stati costretti a cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno.

Assumere 25 mila nuovi insegnanti specializzati, quindi, è un primo segnale di inversione di tendenza. A questo scopo sarà anche indispensabile incrementare il numero di specializzati e di posti messi a concorso, visto che nell’ultima sessione riservata sono state messe a bando appena un quarto delle cattedre vacanti e disponibili. Ma ancora prima bisognerà cambiare la normativa che regola gli organici del settore: la Legge 128/2013 infatti impone che una cattedra di sostegno su tre debba andare necessariamente in deroga, precludendola quindi alla mobilità e alle immissioni in ruolo. Quelle che ora il Governo intende invece finalmente realizzare nel 2021.

Una notizia che se confermata fa scalpore, perché si concretizza nel Paese che per primo, oltre 40 anni fa, ha creduto nell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, superando le ghettizzanti classi differenziate. Un andamento che ha dell’incredibile, se solo si pensa alla svolta prevista dalla legge 107/2015 (Buona Scuola) che puntava a garantire agli alunni disabili di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione, ma che nella pratica è divenuto ancor più una traumatizzante girandola di maestri e professori di sostegno schizzando in tre anni da 43% al 59%. 

Il diritto all’inclusione è un diritto che investe un intero sistema, che chiede di avere la garanzia di mezzi, strumenti e risorse umane in grado di renderlo un diritto fattivo.