Giugno 20, 2021

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Boom malattie docenti. Assenteismo o evento sentinella stress da lavoro correlato ?

Il personale Ata si ammala di più al Nord Italia mentre i docenti sono maggiormente di salute cagionevole al Sud, Calabria in testa. È questo in estrema sintesi il risultato di uno studio effettuato da Tuttoscuola sui dati del Miur riferiti al periodo 2011-2012. L’indagine è partita dalla “Sintesi in breve delle Certificazioni di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici del 2013”, pubblicata dall’Inps nel mese di novembre 2014, dalla quale è emerso che, tra il 2011 e il 2013 si è registrata una netta tendenza all’incremento delle certificazioni di malattia da parte dei dipendenti pubblici (Nord Est +33,7%, Nord Ovest +31,2%, Centro +25,9%, Sud +26,5%, Isole +18,2%) a fronte di una sostanziale stabilità dei lavoratori del settore privato (appena 1,1% in più).

La scuola vittima e carnefice in una società sempre più ingiusta e povera.

L’Italia si scopre giorno per giorno sempre più povera, le famiglie sono costrette a stringere la cinghia ormai alla rinfusa, rinunciando a tante opportunità che fino a qualche tempo fa sembravano normali e che invece adesso sono diventate un lusso per pochi, ricchi e fortunati.

E si scopre anche che la scuola italiana risulta essere contemporaneamente vittima e carnefice. È la riflessione che viene di fare spontaneamente di fronte al quadro impietoso che emerge da “Gli orizzonti del possibile”, il sibillino titolo del 5° Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, presentato da Save the Children

I capaci e meritevoli e il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del proprio lavoro

 

 

 

 

A cosa pensavano i padri costituenti quando hanno inserito nella Carta costituzionale della Repubblica Italiana l’espressione “Capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”, per sancire in modo inequivocabile la necessità di garantire i sacrosanti principi di uguaglianza e giustizia sociale per tutti, senza distinzione di ceto di appartenenza ?

Bisogna sentire ed ascoltare seriamente le voci degli studenti

Le occupazioni e le autogestioni studentesche delle scuole vanno prese sul serio e gli studenti vanno ascoltati.

Commissioni esami di Stato. Guardare avanti, verso soluzioni nuove, non riproporre le solite minestre riscaldate

Come volevasi dimostrare, i fautori della restaurazione delle Commissioni interne agli Esami di Stato, sono tornati alla carica esercitando una forte pressione nelle sedi politiche ed istituzionali, a cominciare dal passaggio della legge di Stabilità al Senato.

Se questo è parlare di scuola…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una prima valutazione dell’AESPI (Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante) dell'opuscolo del Governo sulla scuola

Nel lungo testo redatto dagli esperti del Governo, denominato “La buona scuola”, al di là del proposito, astrattamente condivisibile, di dare all’Italia una buona scuola, proposito contraddetto da dichiarazioni d’intenti vacue e generiche, emergono indicazioni di rotta assai preoccupanti.

La risposta della buona scuola italiana al progetto del governo

In attesa dei dati sulla consultazione promossa dal governo Renzi sul progetto denominato “La Buona scuola”, preannunciati per la prossima settimana, si susseguono in un tam-tam continuo da ogni parte d’Italia, le prese di posizioni, per niente benevoli, da parte di docenti, personale ata, studenti e genitori, sia in forma singola che associata. Il dato che emerge, e di questo va dato atto all’iniziativa del Governo, è che la consultazione ha avuto l’effetto di un sasso lanciato nello stagno che ha provocato reazioni a catena, evidenziando non solo le contraddizioni e le innumerevoli, ataviche difficoltà in cui si dibatte la scuola italiana, ma anche un immenso patrimonio di intelligenze, competenze, forte motivazione, amore per una scuola democratica e per una professione svolta non per mestiere, ma per “passione”.

Discutere seriamente dell'Esame di Stato al di fuori di ogni logica ragionieristica

Il passo del gambero al quale si è assistiti nel corso delle ultime settimane a proposito delle norme sull’Esame di Stato, con la restaurazione dell’organizzazione di morattiana memoria, e poi il repentino dietrofront dopo le vibrate proteste e i richiami scandalizzati di molti esperti della materia, ha riportato la situazione al punto di partenza. Abituati all’idea che non è per niente utile, anzi è dannoso, proporre decisioni organizzative che innescano attese, speranze ed illusioni, proprio per le conseguenze negative che l’impatto psicologico del sentirsi dire “abbiamo scherzato” può avere sull’utenza, è opportuno fare alcune considerazioni di metodo e di merito per il prosieguo di questa vicenda che sembra ben lungi dall’essere giunta alla sua conclusione.

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