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Studio della Geografia, dal Ministro Valditara passi concreti

di Redazione

L’insegnamento della Geografia in questi anni ha subito varie penalizzazione che hanno riguardato sia le ore di insegnamento e sia la sua presenza nei vari corsi di studio. Solo nel 2013, in parziale accoglimento della nostra pressante sollecitazione, venivano stanziati 13,2 milioni di euro per potenziare lo studio di questa disciplina. Da allora, nulla più è stato fatto, nonostante i tanti proclami e le gaffe clamorose di rappresentanti istituzionali, e addirittura, di un ministro dell’Istruzione, che hanno palesemente e pubblicamente manifestato una scarsa conoscenza della Geografia.

Lo scorso 12 ottobre si è svolto al Senato un Question Time con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il ministro ha affrontato vari temi, tra questi lo studio della geografia. A riguardo, ha affermato “intendo chiarire che per me la scuola deve sviluppare nelle studentesse e negli studenti quel pensiero critico con cui affrontare la complessità del nostro tempo, in un mondo in continuo cambiamento. […..] A tale scopo, risulta centrale lo studio della storia e della geografia, che forniscono gli strumenti cognitivi necessari per capire da dove veniamo, chi siamo e dove vogliamo andare. […..] intendo rassicurare sul fatto che la questione è all’attenzione del Ministero, che ha costituito un gruppo di lavoro sulle discipline umanistiche, volto proprio ad approfondire quelle istanze di rinnovamento nella didattica di queste materie, la cui rilevanza è testimoniata, tra l’altro, dalla stessa attenzione rivolta dai senatori interroganti in questa specifica occasione”.

In verità, già nel 2022 una Commissione per lo studio della geografia era stata istituita dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, con il fine di rilanciare lo studio di questa disciplina e per fornire alle nuove generazioni gli strumenti per generare nuovi modelli di sviluppo, come previsto dagli obiettivi di sviluppo sostenibili fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU.

A questa Commissione era stato dato il compito di “elaborare un rapporto periodico sullo stato dello studio e della conoscenza geografica nell’intero sistema scolastico”; di “formulare proposte per la formazione, iniziale e in servizio, dei docenti, per l’elaborazione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile, in continuità con il Piano RiGenerazione Scuola”. La commissione avrebbe anche dovuto indicare “modalità per valorizzare l’apprendimento della Geografia fuori dalle mura scolastiche e monitorare le buone pratiche internazionali”; “proporre nuovi strumenti didattici e promuovere, tramite l’alfabetizzazione geografica, la solidarietà, l’inclusione, la lotta contro le disuguaglianze”.

Cosa abbia prodotto la Commissione non è noto, comunque non si rinviene in fonti aperte. “Il rapporto periodico sullo stato dello studio e della conoscenza geografica nell’intero sistema scolastico”, che la commissione avrebbe dovuto produrre, probabilmente è rinvenibile in qualche cassetto ministeriale a futura consultazione di una prossima commissione di studio.

Oggi, apprendiamo con favore l’attenzione del Ministro Valditara verso la Geografia che auspichiamo sia predittiva di passi concreti per affermare la centralità di questa disciplina tra i saperi fondamentali attuali e imprescindibili per la formazione di cittadini consapevoli delle dinamiche relazionali, non solo territoriali, che interessano il mondo contemporaneo.

 

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